Pure per Trump è guerra: "Pronte navi speciali"

Come un presidente "in tempo di guerra". Con queste parole Donald Trump dà senza mezzi termini il senso dell'emergenza coronavirus negli Stati Uniti, mentre i casi hanno avuto una impennata nelle ultime ore superando quota 7mila

Come un presidente «in tempo di guerra». Con queste parole Donald Trump dà senza mezzi termini il senso dell'emergenza coronavirus negli Stati Uniti, mentre i casi hanno avuto una impennata nelle ultime ore superando quota 7mila, con almeno 117 morti. Nello stato di New York i casi sono 2.382, di cui oltre 1.200 nella Grande Mela. Il balzo è legato al fatto che «stiamo facendo test», ha spiegato il governatore Andrew Cuomo. «Stiamo combattendo contro un nemico invisibile e vinceremo», ha detto intanto il Commander in Chief in conferenza stampa alla Casa Bianca con i membri della task force per la crisi, dopo aver evocato la possibilità di ricorrere a una legge dei tempi di guerra con la Corea, come il Defence Production Act.

Il tycoon ha ordinato anche la sospensione di tutti gli sfratti e dei pignoramenti legati ai mutui per la casa, e sul fronte dei confini, ha annunciato che verrà «chiuso temporaneamente di comune accordo la frontiera settentrionale con il Canada al traffico non essenziale, ma il commercio non subirà conseguenze». Trump ha precisato che spera di riaprire il confine tra 30 giorni, mentre non chiuderà quello meridionale col Messico, ma invocherà una disposizione che conceda un «grande margine su quello che facciamo». E due navi ospedale sono pronte ad andare nella baia di New York e sulla costa pacifica.

Sul fronte dell'economia, invece, il New York Times ha rivelato che la Casa Bianca ha chiesto al Capitol Hill di stanziare 500 miliardi per due tranche separate di pagamenti agli americani nelle prossime settimane, e altri 300 miliardi di dollari per aiutare le piccole-medie imprese a pagare gli stipendi durante la crisi. «Il presidente sta lavorando con il Congresso per aiutare gli americani. Batteremo il virus. Aiuteremo i cittadini e le imprese», ha assicurato il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, parlando di un piano di stimoli da 1.300 miliardi di dollari. Dopo aver paventato l'ipotesi da incubo di una disoccupazione che potrebbe salire sino al 20% senza un'azione da parte del governo, Mnuchin ha precisato che «se seguiamo la ricetta del presidente non avremo» tali cifre, e l'economia tornerà a «ruggire». Trump, da parte sua, ha assicurato che il rischio di una disoccupazione al 20% è lo scenario peggiore, a cui però non siamo affatto vicini.

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