Putin, spunta il tesserino della Stasi

La foto sul giornale tedesco «Bild». Il Cremlino: «Normale, era nel Kgb»

Roberto Fabbri

Che Vladimir Putin abbia cominciato nel Kgb la carriera che lo ha condotto alla poltrona più alta del Cremlino è di pubblico dominio. Lui stesso ha raccontato dettagli sulla sua iniziale formazione al mestiere di agente segreto nella città natale di San Pietroburgo (che all'epoca si chiamava ancora Leningrado) e sugli anni della sua successiva assegnazione a Dresda, nell'allora Germania Est, Stato satellite della superpotenza sovietica.

Quello che non si conosceva, o di cui solo pochi sapevano, era la sua relazione ambigua con la Stasi, il servizio segreto di Berlino Est. Il quotidiano tedesco Bild Zeitung ha pubblicato ieri una interessante immagine inedita: è il tesserino identificativo della Stasi dell'allora trentatreenne maggiore Vladimir Putin, ritrovato negli archivi dei famigerati servizi tedesco-orientali a Dresda. Il documento, con tanto di foto di riconoscimento, porta i timbri dei rinnovi trimestrali fino al 1989, l'anno in cui il regime filosovietico collassò insieme con il Muro di Berlino sotto i colpi di una rivolta popolare che il capo del regime della Ddr Erich Honecker intendeva reprimere con la forza, trovando però un ostacolo decisivo nel leader sovietico Mikhail Gorbaciov.

In quell'anno decisivo, Gorbaciov stava tentando un percorso riformista e preferiva cercare di arruolare esponenti comunisti moderati nei Paesi satelliti dell'Est europeo: l'obiettivo era rifondare l'amicizia tra questi Paesi e l'Unione Sovietica su una base rinnovata, evitando così il crollo dell'impero fondato da Stalin nel dopoguerra. Il Kgb nella Ddr fu coinvolto in questo disegno con un'operazione poco nota denominata «Raggio di luce», e personaggi come Egon Krenz e Hans Modrow furono considerati adatti a essere «avvicinati» dagli agenti sovietici.

Il giovane Putin potrebbe aver svolto questo genere di compiti - anche se non lo ha mai confermato - e il tesserino della Stasi, che gli consentiva accesso libero agli uffici dei «colleghi» della Ddr, avrebbe facilitato i contatti con agenti da reclutare, ovviamente all'insaputa dei loro capi.

Interrogato sulla notizia fornita dalla Bild, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov non ha mostrato particolare sorpresa. «Al tempo dell'Urss - ha detto - il Kgb e la Stasi erano partner, quindi un tale scambio di documenti d'identità non è da escludere».

Putin lasciò la Ddr nel 1990: il regime era nel frattempo crollato in tempi molto rapidi e l'operazione Raggio di Sole era fallita, tanto che Gorbaciov negoziò con il Cancelliere tedesco occidentale Helmut Kohl la storica riunificazione della Germania.

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