Marco Rizzo, leader di Democrazia sovrana popolare, è una penna nera. Oggi sarà a Genova per partecipare alla sfilata degli alpini finita sotto tiro. E nell'intervista al "Giornale" non ha peli sulla lingua.
Marco Rizzo non proprio un guerrafondaio fascista, orgoglioso di portare il cappello alpino?
"Assolutamente sì. Sono andato a fare l'alpino nel dicembre 1978 e dopo il Car (Centro addestramento reclute nda) a Cuneo mi hanno mandato a Bolzano, 4° battaglione trasmissioni Gardena. Nella caserma Cadorna c'erano ancora i muli. La naja all'epoca era il passaggio all'età adulta. Ho fatto di tutto per evitarla, ma poi mi sono reso conto che il servizio militare unificava l'Italia sia dal punto di visto geografico che sociale".
A Genova, però, non hanno lasciato sfilare i muli
"Viviamo in un mondo dove c'è chi non vuole i muli o vogliono arrestarti se guardi una bella donna. Sono i radical chic che si fermano a piccoli dettagli ininfluenti o anche divertenti della vita delle persone. Un conto è la molestia e un conto è un fischio, una battuta. Gli alpini sono uomini ed è chiaro che guardano le donne. Se poi i radical chic vogliono che gli uomini guardino gli uomini e le donne guardino le donne Stanno lì a lambiccare fra terzi bagni e sigle improponibili. Sono per il rispetto di tutte le minoranze, ma appunto si tratta di minoranze. Non devono imporre i gusti sessuali alle maggioranze o le modalità di vita".
E poi la molestia è un'altra cosa
"Ma certo. Quale bella donna non è contenta che la guardino. In che mondo viviamo? Tutto ciò va in capo alla sinistra, che è scomparsa. I diritti sociali, i lavoratori, la casa, la famiglia, la scuola pubblica, la sanità sono stati abiurati, sconfessati per arrivare ai diritti civili, che ci stanno, ma non devono diventare sostitutivi del resto".
Ha partecipato a delle adunate?
"Sì, svariate volte. E andrò anche a Genova".
Nel capoluogo ligure sono comparse scritte "assassini" e "remigriamo gli alpini". Cosa ne pensa un ex caporal maggiore?
"Questi che rompono le balle con Bella ciao sono ignoranti. Non sanno che la storia degli alpini è pure la storia della Resistenza, da Mario Rigoni Stern a Nuto Revelli. E poi gli alpini sono un corpo di pace, un corpo del popolo. Non c'è stata un'alluvione, un terremoto in cui l'Associazione nazionale alpini non abbia portato migliaia di persone ad aiutare veramente a fianco della Protezione civile. Anche per il crollo del ponte Morandi, proprio a Genova, sono arrivati fra i primi".
Come mai una parte della città non sembra rendersene conto?
"Possiamo riderci su, ma sono miserie di una minoranza. C'è addirittura una candidata di Avs (Alleanza verdi e sinistra nda), che ha insultato gli alpini. Però dà un'idea del clima: oggi si politicizza anche la sfilata, una cosa folle".
Il sindaco di Genova è sembrata quantomeno ambigua durante la valanga di attacchi alle penne nere. Silvia Salis che partita sta giocando?
"È la partita della politica attuale, degli incompetenti.
Faceva la lanciatrice del martello, di tutto rispetto, ma poi partecipa al casting per diventare sindaco di Genova, vince e assomiglia alla Ferragni. E ha il cognome di un'altra ben nota. Dopo Di Maio ministro degli Esteri vale tutto, ma Salis promette che si occuperà solo di Genova e nel giro di pochi mesi si candida a presidente del Consiglio".