"Quando portai i militari in città dal Pd solo critiche ideologiche Oggi si accorgono dell'errore"

Roma «Strade sicure» se l'era inventata, da ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Per piazzare le divise nelle città italiane gli toccò fare i conti con lo scetticismo di qualcuno dei suoi alleati oltre che di buona parte del centrosinistra. Adesso che i soldati per le strade tornano in voga (ma la missione non è mai cessata dal 2008 a oggi) sull'asse Sala-Pinotti, La Russa la prende con filosofia. «Quando la tua verità compare sulle labbra degli avversari non puoi che gioire, diceva il mio maestro Almirante. Dunque bene così, anche se ricordo le critiche contro quella che veniva chiamata legge La Russa in senso dispregiativo».

Adesso il ministro Pinotti la rivendica, e sostiene che anche se la missione è nata prima di questo governo, l'esecutivo Renzi l'ha rafforzata.

«La verità è che hanno cambiato i numeri e il modo di utilizzare i soldati, ma nessuno dopo di me ha mai avuto il coraggio di annullarla completamente. Anche se ho dovuto spesso parlare con i miei successori al ministero della Difesa perché mantenessero Strade Sicure, e sopratutto non ne snaturassero la vera novità».

Ossia?

«Ossia l'utilizzo dei soldati non come mero presidio, l'unico modo in cui fino ad allora venivano impiegati. Io volli le pattuglie mobili, che insieme a due militari vedevano la presenza di un poliziotto o di un carabiniere, che a differenza dei soldati hanno le funzioni di polizia giudiziaria e possono, per esempio, compiere arresti. Peccato che, per esempio, Pisapia a Milano cacciò gran parte dei soldati dalle strade, eliminando del tutto proprio le pattuglie mobili».

Funzionavano?

«Quell'anno - io già non ero ministro - il bilancio dell'operazione fu di 13mila arresti, 1,7 milioni di controlli, 2 tonnellate di droga sequestrate. Tutte attività permesse solo alle pattuglie mobili, ossia l'arma in più della legge La Russa, che completava l'operazione Strade Sicure. Nelle mie intenzioni, avrebbe dovuto decuplicare i numeri in cinque anni, raddoppiando ogni anno».

I soldati non sono decuplicati. Ma ora anche a sinistra sembrano apprezzarne la presenza nelle città...

«Certo, con un spesa minima, perché l'indennità riconosciuta ai militari è irrisoria, ridicola, si ha un effetto eccellente sulla sicurezza con un rapporto costi-benefici senza pari. Le forze armate tra l'altro svolgono già compiti di polizia in Irak e in Afghanistan. La sinistra ha calato i numeri, puntando su Strade Sicure quasi solo per il Giubileo a Roma e per l'Expo a Milano. Ben vengano i sindaci che privilegiano il benessere delle proprie città rispetto alle ideologie».

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Commenti

billyserrano

Ven, 18/11/2016 - 13:45

Si va bene i soldati, ma non è quella la soluzione. Possiamo mettere l'intero esercito a pattugliare le nostre strade, se poi vediamo quello che è successo pochi giorni fa, dei criminali sorpresi con un auto rubata non si fermano all'alt dei carabinieri e dopo un inseguimento vengono presi e subito rimessi in libertà da un tipo che dice di fare il magistrato. Ora si capisce bene che qualsiasi intervento di carabinieri e esercito sarebbe lavoro sprecato con questi giudici e magistrati che operano con la testa piena di ideologia bacata e nefasta. Quindi, prima riformiamo la giustizia italiana, e poi potremo fare un qualcosa di utile per la sicurezza dei nostri cittadini.