Quattro pazienti uccisi dalla legionella: sequestrati due padiglioni del Policlinico

Nei guai manager e dirigenti. Il Gip: "Sapevano ma non fecero nulla"

Quattro pazienti uccisi dalla legionella: sequestrati due padiglioni del Policlinico

Quattro decessi per legionella tra il 2018 e lo scorso agosto hanno spinto i Nas a sequestrare i padiglioni Asclepios e Chini del Policlinico di Bari perché giudicati non sicuri. I carabinieri hanno ipotizzando a carico del direttore generale Giovanni Migliore e di altre quattro persone il concorso in omissione di atti d'ufficio e la morte come conseguenza di altro delitto.

In pratica, secondo quanto evidenziato dai Nas, i manager del Policlinico e i dirigenti della direzione sanitaria non avrebbero effettuato la bonifica che era stata ordinata dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Bari.

Il decreto, che dispone il sequestro, ma prevede che entrambi i padiglioni di medicina continuino a funzionare, è stato emesso dal gip Giuseppe Debenedictis che nei prossimi giorni ascolterà anche i manager, per cui è stata chiesta l'interdizione. Venerdì verranno sentiti infatti il direttore generale Migliore, il direttore sanitario Matilde Carlucci, il direttore amministrativo Tiziana Di Matteo, il responsabile sanitario Giuseppe Calabrese e il direttore tecnico Claudio Forte che rispondono, a vario titolo, di otto ipotesi di reato collegate con il decesso di Francesca Nuzzolese, Domenico Martiradonna, Vincenzo Ficco e Gennaro Del Giudice.

«La direzione aziendale del Policlinico di Bari confida nel lavoro di approfondimento della magistratura, convinta di poter dimostrare la correttezza del proprio operato» è la nota diffusa dalla struttura sanitaria. Secondo quanto denunciato dai familiari dei pazienti il Policlinico sapeva della presenza della legionella perché aveva in mano i risultati delle analisi sull'acqua prelevata dai rubinetti eppure non avrebbe proceduto alla bonifica. E per anni, nonostante le indicazioni del Dipartimento di prevenzione della Asl, il Policlinico non avrebbe fatto quelle bonifiche necessarie e non avrebbe sospendeso l'utilizzo dei reparti dove era stato accertato il contagio. «La direzione sanitaria in persona del direttore e del vicedirettore ha scritto il gip è rimasta sostanzialmente inerte di fronte ad una situazione di evidente gravità e di persistente pericolosità per tutti i pazienti».

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