Non un giuramento ma una promessa solenne, sì. "Il generale Vannacci l'ha fatta infinite volte a noi militanti: Mai con la Lega. L'ha ripetuto come un mantra nelle riunioni che noi del Mondo al contrario organizzavano una dopo l'altra perché eravamo convinti di avere il vento in poppa". "Mai con la Lega", diceva in ogni occasione Vannacci e d'altra parte l'uditorio non avrebbe accettato un'altra possibilità, perché la gran parte dei simpatizzanti era composta da militari, quasi tutti sottufficiali, di estrazione meridionale, dunque diffidenti, anzi ostili al partito che rappresentava il Nord. Oggi che la conclusione è arrivata, Marco Belviso, direttore del blogger il Perbenista, torna alle origini di quel matrimonio sfortunato: "Il mondo al contrario viene pubblicato nel 2023 e immediatamente Vannacci fonda un'associazione culturale, Il mondo al contrario, che in realtà vorrebbe essere un partito ma il generale non può indossare insieme la divisa e la casacca e dunque si ferma un attimo prima".
Insomma, quel che oggi si realizza comincia a prendere forma già allora, con una campagna di tesseramento sgarrupata perché le tessere arrivavano già allora a singhiozzo e con i numeri sparati un po' alla viva il parroco, ma l'entusiasmo e la volontà di andare contro il politically correct coprivano come cerotti quel che non c'era. Oggi arriva la fine del sodalizio, prevista dai più, e un'altra giravolta. Dove si collocherà il generale? A destra della destra, che lui considera un brodino caldo, ma intercettare i voti non sarà facile. Anche se uno che se ne intende come Matteo Renzi considera la scissione come un passaggio a suo modo storico: "Per la prima volta da anni la destra si divide. Sbaglia chi sottovaluta il mondo più estremista che fa riferimento al generale Vannacci". Lui certo non l'ha preso alla leggera. E sul Corriere della Sera Francesco Verderami ha raccontato gli incontri riservati fra i due: per l'ex premier, Vannacci potrebbe portare via al centrodestra quel 3 per cento necessario per arrivare a un pareggio e dunque sbarrare l'anno prossimo la strada della Meloni verso la vittoria. Renzi ha smentito, il Corriere ha riconfermato, certo è difficile prevedere dove arriverà il generale: il punto è capire se riuscirà a riempire lo spazio dell'indignazione che monta nel Paese dopo le troppe immagini di uno Stato debole, dei poliziotti attaccati e malmenati, come è successo a Torino, e dei troppi episodi che amplificano il senso di insicurezza nel Paese. Nascerà qualcosa di simile ad Alternative fur Deutschland in Italia? Si parla di un contenitore che potrebbe calamitare leghisti delusi, spezzoni della destra di governo, e pure grillini alle prese con le ferree regole volute da Giuseppe Conte. Deputati e senatori all'ultima spiaggia potrebbero salire sulla zattera in navigazione nell'oceano della destra estrema, ma magari alla ricerca di un qualche apparentamento, o di una qualche forma anche mascherata di desistenza, con il centro e il centro del centrosinistra. In teoria, sarebbe un'eresia, ma la stella polare del generale non pare essere la coerenza e dunque tutto può essere.
"Fra i sostenitori della prima ora - spiega Belviso - c'è stata una prima fuga dopo l'ingresso di Vannacci nella Lega e poi c'è stato un secondo esodo quando lui è diventato addirittura il vicesegretario del partito con cui aveva dichiarato di non voler avere niente a che fare". Eppure dal palco di Pontida Vannacci spergiurava: "Dicono che prendo la Lega come un taxi; no, signori, sono qua...". Contropiroetta. Fra i tanti che lasciano ecco giusto un anno fa il tenente colonnello Fabio Filomeni, non proprio un quadro qualunque ma di fatto il padre del Mondo al contrario, che rompe senza se e senza ma e poi si avvicina all'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno, denunciando la perdita di indipendenza della creatura vannacciana, schiacciata sulla Lega. Intanto, arrivano altre relazioni e nuovi intrecci: ecco l'endorsement del generale rumeno Bartolomeu Constantin Savoiu, Gran maestro di una loggia massonica e in ottimi rapporti con Licio Gelli, tanto da fondare la P3, considerata la continuazione della P2.
Un percorso accidentato.Ora si materializzano le sirene della sinistra. Anche se lui si smarca dalla parte opposta. Sarebbe il paradosso della politica tricolore: la destra più a destra che fa vincere la sinistra. Ma non è detto che funzioni.