La rabbia dei conducenti: a fuoco le bandiere 5 Stelle

Ncc contro Toninelli per i limiti al servizio: «Vergogna, buffoni». E Roma torna in pieno caos

La rabbia dei conducenti: a fuoco le bandiere 5 Stelle

Il dilemma populista non è facile da risolvere, soprattutto quando ci si trova al governo e non nelle piazze a urlare slogan di opposizione. E così per i Cinquestelle la prova della protesta - non esercitata ma subita - diventa un test difficile da sostenere, un animale difficile da domare se non liquidandolo come strumentale, prezzolato o reazionario

L'immagine simbolo della giornata è il sit in degli autisti Ncc - il noleggio con conducente - sotto il Senato e sotto la sede della Prefettura di Roma, un presidio che blocca il traffico di Roma e in cui vengono bruciate bandiere dei Cinquestelle. Durante la protesta partono cori «buffoni, buffoni» e «vergogna, vergogna», insulti al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, tra fischietti, slogan e striscioni, per alcune misure contenute nella manovra economica all'esame della commissione Bilancio del Senato. «Non ci muoveremo da qui finché non avremo una risposta positiva perché non è possibile che 80mila imprese e 200mila addetti ai lavori debbano essere messi sul lastrico da un ricatto che i tassisti stanno facendo al governo. Si vuole eliminare una categoria per favorirne un'altra», è il grido di battaglia degli Ncc che si sentono «traditi dai Cinquestelle».

La questione riguarda alcuni paletti che scatteranno da gennaio, con l'obbligo per gli Ncc al termine del servizio di tornare nella città in cui l'autorizzazione è stata rilasciata. Un emendamento dei relatori alla manovra depositato in commissione Bilancio del Senato conferma le disposizioni restrittive per il settore e prevede che le prenotazioni debbano essere preventivamente registrate su un foglio di servizio elettronico. La proposta, inoltre, blocca il rilascio di nuove licenze fino a quando non sarà pienamente operativo il nuovo archivio informatico ma amplia gli ambiti territoriali di operatività degli Ncc da comunali a provinciali.

In questi stessi giorni tra Comiso e Ragusa è partita anche la protesta - con tanto di gilet gialli indossati dai manifestanti - da parte dei risparmiatori della Banca Agricola Popolare di Ragusa, azionisti che non riescono a vendere, e a collocare, le loro azioni nel mercato azionario secondario. Mentre non indosseranno gilet gialli, ma anche i sindacati dei militari hanno replicato duramente alla maggioranza e a un emendamento che prevedeva l'utilizzo dell'Esercito per rattoppare le buche di Roma, città governata dai Cinquestelle, emendamento poi dichiarato inammissibile.

Di fronte all'aumento della tensione con gli autisti Matteo Salvini prova a metterci una toppa. «Io ascolto tutti, passo la metà del mio tempo ad ascoltare e vediamo di trovare una mediazione. Ma quando bruci bandiere non è mai un segnale di costruzione». Giacomo Portas, eletto con il Pd e leader dei Moderati, commenta così la tensione vissuta nella Capitale. «Chi è nato col popolo del vaffa, rischia di essere rimandato a casa dal popolo del vaffa. La protesta degli Ncc è emblematica».

Notizie non entusiasmanti arrivano anche dai sondaggi. L'ultima rilevazione Tecnè da i Cinquestelle al 25,3% contro il 32,8 della Lega. Il centrodestra unito arriva a toccare il livello più alto di sempre, al 48,1%, con un + 11 rispetto alle Politiche dello scorso anno. Inoltre da una rilevazione effettuata da Quorum/Youtrend per «Il Confine», il nuovo programma di Sarah Varetto in onda stasera su SkyTg24, emerge che per il 73% degli intervistati le difficoltà del governo nel definire la manovra dipendono più dall'Italia e dal suo governo piuttosto che dalle resistenze dell'Europa.

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