La rabbia dei sindaci di sinistra quando accogliere tocca a loro

Napoli«L'emergenza migranti e la questione più in generale è un problema da affrontare senza ideologismi. C'è di fronte a chi fugge un dovere essenziale di umanità. E, c'è per le nostre città, un'esigenza ineludibile di tutela della sicurezza, di rispetto delle regole e della dignità urbana. A fronte di questa esigenza, il ruolo dello Stato è fortemente carente». Marine Le Pen torna a parlare dell'emergenza extracomunitari nel suo Paese? No, è un sindaco ex comunista, Vincenzo De Luca, primo cittadino di Salerno, che dal suo frequentatissimo profilo Facebook sgancia un duro attacco al governo e in particolare al titolare dell'Interno, Angelino Alfano. Quattro sbarchi in poche settimane. E De Luca, non ci sta e all'occorrenza si traveste da “cattivo”, andando controcorrente rispetto al suo partito buonista, il Pd. Dopo i primi sbarchi, il Comune ha informato la stessa prefettura che «non garantirà più l'accoglienza per la parte di migranti di cui viene caricato. Non ci sono né le risorse, né le strutture necessarie. E non è tollerabile scaricare in questo modo i problemi sugli enti locali». Parole da leghista. Pardon: da progressista, che non ci sta a fare la parte del fesso per ideologia e gettare nel caos la propria città.

«No al centro di accoglienza a Montichiari. Ci saranno dei problemi di sicurezza e pregiudicherebbe un possibile sviluppo della zona. Qui ci sono già 5mila extracomunitari regolari. La polizia locale non sarebbe in grado di gestire eventuali criticità della struttura e, tanto meno, problematiche sanitarie». È un leghista doc a scagliarsi contro la decisione di Alfano, che prevede l'istituzione di un Ca a Montichiari? No è il piddino Mario Fraccaro, leghista all'occorrenza, come gli altri suoi compagni investiti dal problema. Democrat che accolgono immigrati quando finiscono in città non governate dalla sinistra e diventano lepeniani e leghisti quando sono le loro città a doverli accogliere. E parlano come i loro nemici.

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