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Raid da Dubai al Kurdistan. L'Iran agli Usa: sarà un Vietnam

La minaccia: allungare il conflitto fino alla guerriglia

Raid da Dubai al Kurdistan. L'Iran agli Usa: sarà un Vietnam
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Il terminal di Fujairah, l'aeroporto internazionale di Dubai, la base di al Udeid in Qatar, il Kurdistan iracheno. Sono alcuni degli obiettivi raggiunti dagli attacchi di ieri condotti dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica. Così i pasdaran da un lato intendono rompere le catene infrastrutturali del Golfo e, dall'altro, con i missili lanciati verso Israele e le basi Usa lanciano un avvertimento ai registi dell'operazione "Ruggito del leone". Ovvero che si troveranno di fronte a un'altra guerra del Vietnam se decideranno di intervenire sul terreno.

La giornata bellica, sponda Teheran, inizia con un attacco al Comando di supporto regionale meridionale e al deposito strategico di missili Rafael, in Israele, oltre alla base statunitense di Al Udeid in Qatar e a gruppi (curdi-iraniani) di opposizione a Erbil, in Iraq, con i missili di precisione Khorramshahr, Emad e Qadr. Nel Golfo dopo un attacco con droni al terminal di Fujairah, la compagnia petrolifera nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Adnoc, ha sospeso le operazioni di spedizioni di greggio. L'infrastruttura è strategica perché si trova sulla costa orientale degli Emirati, sul Golfo di Oman oltre lo stretto di Hormuz che è bloccato. A Dubai, dopo l'attacco di droni contro l'aeroporto, si è diffuso un incendio nel serbatoio di carburante. L'incidente ha causato una breve sospensione dei voli, poi gradualmente ripresi. Non solo Golfo: diverse aree di Gerusalemme sono state invase da frammenti di missili balistici iraniani, sia vicino a centri abitati che alla Biblioteca nazionale, non lontano dalla Knesset e finanche nei pressi della Chiesa del Santo sepolcro e del Monte del Tempio.

Anche i dipendenti delle aziende americane rischiano di essere attaccati, come scritto esplicitamente in un messaggio sul proprio sito web delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniane: "Sono invitati a lasciare immediatamente" il Medioriente perché saranno presto prese di mira. I giganti tecnologici coinvolti dovrebbero essere Amazon, Google, Microsoft e Nvidia.

La strategia è chiara: minacciare Washington con lo schema Vietnam, per allungare il conflitto e portarlo sul terreno della guerriglia. Lo ha detto il viceministro degli Esteri, Saeed Khatibzadeh, alla britannica Sky News. Non ha inoltre escluso negoziati, aggiungendo che la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, è "in buona salute e al comando". La risposta arriva a stretto giro.

"I lanci di missili iraniani sono ormai molto rari, perché non ne hanno più molti", dice Donald Trump. Secondo: ci sono persone che vogliono negoziare, ma "non abbiamo idea di chi siano". Nessuno sa se la nuova Guida Suprema "sia morto o no perché nessuno l'ha visto".

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