Altro che tregua, altro che distensione. Gli attacchi russi sull'Ucraina continuano e colpiscono sempre di più i civili, sia direttamente che con i raid sugli impianti energetici che mettono in ginocchio la popolazione. Dopo la strage dei minatori con l'attacco a un bus nel Dnipropetrovsk, ieri sono ripresi i raid. Nell'ennesimo attacco contro i civili, a Kharkiv un drone ha colpito un mercato, distruggendo parte della struttura e causando il ferimento di alcune persone. Mentre non si contano più i blitz contro le infrastrutture energetiche dell'Ucraina. I bombardamenti russi hanno provocato interruzioni di corrente in diverse regioni tra cui Kharkiv, Sumy, Dnipropetrovsk e Cherkasy dove i residenti sono rimasti senza elettricità, così come diversi distretti di Odessa, Mykolaiv e Kirovohrad. E con le temperature polari di queste giorni è facile capire il disastro in corso. Non esattamente un segnale positivo in vista del nuovo round di colloqui ad Abu Dhabi che cominciano domani. "È l'inverno peggiore dall'inizio del conflitto. I russi fanno come nel genocidio degli anni '30: piombo e gelo", ha confermato il vescovo di Kiev Vitalii Kryvytskyi.
Eppure da domani si torna a trattare. Ad Abu Dhabi ci sarà anche l'inviato speciale americano Steve Witkoff per i trilaterali fra Russia, Ucraina e Stati Uniti che arrivano al secondo round. Un po' di ottimismo c'è, anche se le posizioni restano molto distanti. "È possibile raggiungere una pace dignitosa e duratura", ha detto il presidente ucraino Zelensky dopo aver incontrato i suoi inviati. "L'Ucraina è pronta a compiere passi concreti. Consideriamo pronto il documento bilaterale sulle garanzie di sicurezza con gli Stati Uniti e ci aspettiamo di proseguire il lavoro concreto sui documenti relativi alla ricostruzione e allo sviluppo economico", ha aggiunto il leader ucraino che ha ribadito la sua fiducia per il lavoro negoziale americano. Lo scoglio resta, ancora, la posizione russa. Nessuna concessione e pretese pressoché totali restano punti fermi per Mosca che non vuole nessun compromesso quanto una resa totale di Kiev. Secondo il ministero degli Esteri russo, il dispiegamento di infrastrutture militari e di soldati stranieri in Ucraina sarà qualificato dalla Federazione Russa come un intervento straniero. E il Cremlino ribadisce che qualsiasi incontro diretto tra Putin e Zelensky potrà avvenire soltanto a Mosca. Più che una proposta, l'ennesima provocazione. "Zelensky propone contatti, Putin ha detto che sono possibili a Mosca. Questa rimane la nostra posizione", ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Sul fronte occidentale, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ribadisce: "La Russia continua a intensificare i crimini di guerra, colpendo infrastrutture civili e abitazioni. Il sostegno europeo a Kiev rimane incrollabile". Mentre l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas attacca: "Ci sono pressioni sull'Ucraina perché faccia concessioni e l'Ucraina è disposta a farlo perché vuole che la guerra finisca. Ma come possiamo essere sicuri che non ci siano altre aggressioni in futuro da parte della Russia? Ci dovrebbero essere delle concessioni anche da parte della Russia".
Tra i primi passi concreti, quelli di colpire Mosca dove fa più male, nei suoi interessi. E così, il regolamento per lo stop graduale alle importazioni di gas dalla Russia è stato pubblicato sulla gazzetta Ufficiale dell'Ue ed entrerà in vigore oggi. A partire dal 18 marzo, in un percorso a tappe che si concluderà nell'autunno 2027, lo stop alle importazioni russe sarà totale. Non solo. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato di aver concluso un accordo commerciale con l'India, convincendo il leader Narendra Modi a fermare l'acquisto di petrolio russo.
Una misura forte, che dopo il boicottaggio europeo potrebbe rappresentare un duro colpo all'economia russa, costringendo così Putin a più miti consigli. Almeno questo è ciò che sperano in molti. Soprattutto gli stremati civili ucraini.