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Ranucci, richiamo Rai dopo le bufale

L'azienda contesta al conduttore le falsità su Nordio dette come ospite a Mediaset

Ranucci, richiamo Rai dopo le bufale
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Dopo lo scivolone sul presunto viaggio in Uruguay del ministro Carlo Nordio, tra la Rai e Sigfrido Ranucci è scontro frontale.

Al centro della vicenda, una frase pronunciata dal conduttore di Report durante la trasmissione È sempre Cartabianca, in onda su Rete4, che ha innescato una reazione immediata e durissima da parte del Guardasigilli e, a seguire, della stessa azienda di viale Mazzini.

Durante l'intervento televisivo del 28 aprile, Ranucci ospite di Bianca Berlinguer ha dichiarato che una fonte avrebbe riferito di aver visto Nordio "nel ranch di Cipriani in Uruguay", proprietà riconducibile all'imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti. Un'affermazione subito smentita in diretta dallo stesso ministro, intervenuto telefonicamente: "Non esiste al mondo", ha replicato, parlando di ricostruzione "inventata di sana pianta" e denunciando un clima di "degrado morale e mediatico".

La vicenda si inserisce in un contesto già sensibile, legato alla concessione della grazia a Minetti, firmata dal Presidente della Repubblica il 18 febbraio 2026. Ranucci ha poi precisato di non essere in grado di collocare temporalmente con certezza il presunto avvistamento, ammettendo di non sapere se risalisse a marzo di quest'anno o di un altro anno. Un'incertezza che ha ulteriormente indebolito la solidità della dichiarazione, esponendola a critiche sul piano professionale.

La risposta della Rai non si è fatta attendere. Con una lettera di richiamo firmata dal direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini, l'azienda ha contestato a Ranucci di aver dato "spazio a voci non ancora verificate", sottolineando come il servizio pubblico sia vincolato a rigorosi standard di correttezza, verifica delle fonti e tutela della reputazione, soprattutto quando in gioco ci sono esponenti istituzionali. Nella missiva si evidenzia inoltre come le modalità "approssimative" delle dichiarazioni possano esporre sia il giornalista sia la Rai a conseguenze anche sul piano reputazionale.

Un passaggio particolarmente delicato riguarda la possibile mancata tutela legale da parte dell'azienda. Secondo indiscrezioni, infatti, la Rai starebbe valutando di non coprire Ranucci qualora Nordio decidesse di intraprendere un'azione giudiziaria, dal momento che le dichiarazioni contestate sono state rese su un'emittente concorrente e al di fuori del perimetro editoriale autorizzato, che prevedeva esclusivamente la promozione di un libro.

Dal canto suo, Ranucci ha reagito pubblicamente attraverso i social, rivendicando il valore della libertà di informazione: "Ci sono cose che hanno un prezzo e altre che hanno un valore", ha scritto, dichiarandosi pronto ad affrontare un eventuale confronto in sede giudiziaria con il ministro.

La sensazione è che la vicenda non si chiuderà rapidamente. Tra possibili sviluppi legali, tensioni interne e riflessi sul futuro di Report, il "caso Ranucci" rischia di diventare un banco di prova e un precedente importante per il servizio pubblico.

Parallelamente arriva anche la risposta del ministro della Giustizia a una interrogazione di Maurizio Gasparri che gli chiedeva come intendesse rispondere al caso del commercialista Gian Gaetano Bellavia, consulente da molti anni di procure e spesso ospite della trasmissione televisiva Report, una cui collaboratrice è

accusata di aver sottratto dati dal suo archivio. La risposta del ministro Nordio è secca: "Adotteremo ogni iniziativa. Lo Stato non può consentire tali vulnerabilità nella gestione e nella custodia dei casi giudiziari".

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