Rapina (di Stato) sulla casa: colpiti poveri e studenti

Crescono le imposte su compravendite immobiliari e affitti calmierati. Confedilizia: «Aumenterà il nero»

Tasse più salate per i trasferimenti immobiliari tra privati e cedolare secca più alta per gli affitti calmierati. Una mezza rapina in casa, salvo intese. La manovra rimanda al 2021 l'infida fusione Imu-Tasi che andava a colpire le seconde case, ma poi ci tartassa con l'aumento delle imposte di trasferimento (ovvero quelle che vanno pagate quando si compra un immobile) e sugli affitti stanga categorie più deboli come gli studenti universitari e famiglie meno abbienti. Non solo.

Cosa c'è scritto nel Documento programmatico di bilancio consegnato dall'Italia alla commissione Ue? Il testo recita: «Innalzamento delle imposte ipotecaria e catastale sui trasferimenti immobiliari soggetti all'imposta di registro (Prima casa, altri immobili) da 50 a 150 euro ciascuna e, contestualmente, al fine di equiparare il prelievo tributario di queste imposte sui trasferimenti immobiliari, viene prevista la riduzione da 200 a 150 euro per ciascuna imposta sui trasferimenti immobiliari soggetti a Iva (Prima casa e altri immobili)». La maggiorazione va a toccare solo la parte fissa della tassazione sulle compravendite e non quella variabile: 2% sul valore catastale rivalutato per le abitazioni usate, 9% per le altre. Ma ad essere soggette a Iva sono quasi esclusivamente le case di nuova costruzione (che si acquistano dal costruttore) o comunque acquistate da una società. Una percentuale molto bassa rispetto al totale di quasi 600mila compravendite annue. Invece di cercare di sbloccare un settore immobiliare in crisi da anni, lo si va quindi ad appesantire con nuove zavorre fiscali.

Ma ad essere colpiti sono anche gli affitti abitativi a canone calmierato (cioè inferiore a quello di mercato e non aumentabile per tutta la durata del contratto) con l'innalzamento dell'aliquota della cedolare secca dall'attuale 10% al 12,5 per cento. «Sarebbe un "clamoroso autogol" del Governo Conte» attacca Confedilizia in una nota, ricordando che l'aliquota è stata ridotta nel 2014 per decisione del governo Renzi e che si applica, tra le altre cose, anche alle locazioni degli studenti universitari. «La cedolare sugli affitti calmierati è una misura sociale, condivisa da forze politiche, sindacati inquilini, operatori ed esperti del settore immobiliare» sottolinea il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa ricordando che «in questi sei anni di applicazione ha garantito un'offerta abitativa estesa, favorendo la mobilità di lavoratori e studenti sul territorio. Inoltre, come rileva la nota di aggiornamento del Def, la cedolare ha determinato una riduzione senza precedenti dell'evasione fiscale nelle locazioni».

Un altro effetto collaterale secondo Confedilizia sarebbe quello di a incidere negativamente sui nuovi contratti, col rischio che a questo punto i proprietari, a fronte di un minore vantaggio fiscale, preferiscano dirottarsi sui cosiddetti affitti brevi, tanto invisi alle amministrazioni comunali perché facilitano il ricorso al nero e perché riducono le case a disposizione dei cittadini. Infine, potrebbe partire una corsa ai rincari degli affitti: il contratto a canone concordato prevede infatti che a fronte di una variazione della tassazione, anche il canone mensile possa seguirlo.

Magra consolazione: il Dbp ha previsto un arricchimento delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, settore particolarmente colpito dalla crisi di questi ultimi dieci anni. Viene poi introdotta per il 2020 una detrazione particolare per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (ribattezzato bonus facciate) e prorogate le detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione oltre a quelle per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata a seguito di ristrutturazioni.

Commenti

scurzone

Gio, 17/10/2019 - 18:54

Sono d'accordo nell'innalzamento dal 10 al 12,5%. Non capisco il problema. Sono soldi da capitale, non da lavoro. Meglio tassare meno chi lavora.

Ritratto di venividi

venividi

Gio, 17/10/2019 - 20:14

scurzone, 18:54 Per lei 2+2 non fa quattro vero? Non ci arriva proprio. Chi è in affitto è di solito un lavoratore e non ne risentirà? Solo quei ladroni dei proprietari di casa, vero?

scurzone

Ven, 18/10/2019 - 22:29

No venividi, la tassa al 12,5% è comunque bassa rispetto al 24/35% che si pagava una volta, per cui i proprietari, come lo sono io, non ne risentiranno. Poi ci sono i disonesti che affittano in nero, per cui a loro non importa nulla.