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Record di denunce e di errori nei reparti. E gli ospedali sono "sorvegliati speciali"

Il dossier di Agenas segnala 19 istituti "critici" e 33 reparti da ispezionare Interventi sotto gli standard e pronto soccorso intasati: le sfide in salita di Decaro

Record di denunce e di errori nei reparti. E gli ospedali sono "sorvegliati speciali"
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La sanità della Puglia per tutto il 2026 sarà "sorvegliata speciale". Ci saranno ispezioni nelle strutture peggiori, verranno controllati contratti, cartelle cliniche e gestione. Lo ha deciso Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari, che nel suo ultimo rapporto decreta: 19 ospedali della Puglia saranno sotto la lente d'ingrandimento con 33 audit. Significa che ci saranno verifiche capillari nei reparti che sono stati giudicati con performance "di livello molto basso". Obbiettivo: ripristinare la sicurezza e adeguare le cure agli standard. Gli audit sono 8 in meno rispetto al 2024, ma c'è ancora parecchio da fare prima che le cose funzionino realmente.

L'elenco del Programma nazionali esiti del 2025 di Agenas entra nel dettaglio e annovera tra i "rimandati a settembre" gli istituti di Bari, Andria, Taranto, Foggia e Brindisi dove, all'ospedale Perrino, nel 2023 una paziente subì l'asportazione del surrene sinistro: intervento riuscito alla perfezione, peccato che il suo tumore fosse al surrene destro. Solo a Bari nel mirino ci sono la casa di cura barese Mater Dei, l'ospedale Miulli, il San Paolo, il Di Venere. Le aree critiche vanno dalla cardiologia, alla pneumologia, dall'oncologia al reparto ostetricia.

Quali sono i punti deboli? "La Puglia - si legge nel rapporto - ha valori di mortalità a 30 giorni per interventi sulle valvole cardiache superiori alla soglia del 4%". Da chiarire anche i dati sugli interventi per la frattura del collo del femore, che non vengono svolti nei tempi stabiliti dai protocolli. Altro punto oscuro: i tagli cesarei. Sono troppi in proporzione ai parti tradizionali (oltre il 25%) e rispecchiano una preoccupante tendenza di tutto il Sud Italia. "La Puglia - è scritto nel dossier - mostra un tasso di mortalità a 30 giorni per infarto miocardico acuto e bassi tassi di intervento tempestivo (sotto il 40% in alcuni ospedali)". Per di più c'è parecchia disomogeneità dei dati. Insomma, ci si salva dall'infarto solo a seconda della zona in cui si viene soccorsi. A diagnosticare lo stato della malasanità pugliese è un'altra indagine che ogni anno misura il polso al servizio delle cure italiane: il rapporto Crea 2025 (centro per la ricerca economica applicata) dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La Puglia è stata relegata alla "fascia critica" con un punteggio sotto il 33% (primo il Veneto con il 55%). Lo studio si basa non solo sui Livelli essenziali di assistenza per misurare l'equità delle cure, ma anche sui risultati raggiunti in una serie di indicatori selezionati, come l'assistenza ospedaliera, la specialistica ambulatoriale e la prevenzione.

Eccoli i frutti di 20 anni di sinistra: da quando cioè Nichi Vendola (Rifondazione comunista) venne eletto presidente della Regione nel 2005 a quando la presidenza passò a Michele Emiliano (Pd). Ora la palla passa al parlamentare europeo Antonio Decaro (Pd), neo eletto. Sarà in grado di risistemare i danni dei predecessori? Sul tavolo ha parecchio materiale da sistemare e un deficit da 300 milioni. Appena insediato, sembra ben consapevole del quadro "clinico": liste d'attesa improponibili (e trucchetto delle preliste, illegale), igiene inaccettabile all'interno delle strutture, malfunzionamento delle Asl e della Case di Comunità, che esistono solo sulla carta. "Nella mia regione ho scoperto che c'è un direttore di distretto che ha emanato una circolare in cui indica a tutti i medici, quando c'è un'urgenza, di mandare i pazienti nei pronto soccorso, che sono già intasati. Appena sarò proclamato presidente - aveva dichiarato ad Atreju - gli chiederò conto di questa circolare".

Tra gli elementi che danno alla Puglia la maglia nera ci sono anche situazioni consolidate assurde: a Taranto c'è un solo pronto soccorso, la coda delle ambulanze è perenne. Nel programma di Decaro sarà potenziato il Centro di prenotazioni e le strutture resteranno aperte fino alle 23 per smaltire con più facilità le code. E forse in Puglia non si morirà più di sanità.

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