Recovery Fund, il monito di FI: "Se fallisce Draghi, falliscono Italia e Ue"

Sestino Giacomoni, deputato azzurro, traccia la rotta da seguire e si dice ottimista: "La competenza, l'esperienza e l'autorevolezza di Draghi sono una garanzia"

Recovery Fund, il monito di Forza Italia: "Se fallisce Draghi, falliscono Italia e Ue"

Quella del Recovery Fund rappresenta sicuramente un'opportunità da non fallire in alcun modo. Un'occasione storica per la quale non sono ammessi errori e ritardi, visto che in gioco vi è la struttura portante del Paese dei prossimi anni. Il governo guidato da Mario Draghi si è subito messo al lavoro per ragionare sulle migliori modalità attraverso cui gestire i soldi del Pnrr, strumento fortemente voluto anche dal Partito popolare europeo. Ecco perché da parte di Forza Italia l'attenzione è totale: le risorse economiche che arriveranno dall'Europa andranno spese intelligentemente, evitando in particolare i soliti bonus a pioggia.

Il monito di Forza Italia

È chiaro il monito lanciato dal deputato forzista Sestino Giacomoni: "Se fallisce il governo Draghi, fallisce l'Italia e se fallisce l'Italia fallisce l'Europa. E questo è anche il motivo per cui ci hanno dato più risorse rispetto agli altri Paesi". L'esecutivo, rispettando i tempi previsti, dovrà essere in grado di trasformare le risorse in progetti concreti che avranno riflessi sulla quotidianità dei cittadini. Il che si traduce in buoni investimenti nell'economia reale. Un aspetto verso cui l'esponente azzurro si dice ottimista: "La competenza, l'esperienza e l'autorevolezza di Draghi sono una garanzia".

Gli interventi di Forza Italia

Giacomoni - che tra le altre cose è anche presidente della commissione di vigilanza su Cassa depositi e prestiti - ha rivendicato due provvedimenti che sono stati portati avanti da Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministazione: da una parte il decreto Semplificazioni che "consente di accelerare tutta la procedura, consentendo di investire i soldi in maniera rapida ed efficace, senza sprechi di tempo"; dall'altra il decreto Reclutamento che ha la funzione di "assumere personale da destinare all'attuazione del piano".

Va ricordato che l'Italia, grazie ai tempi e agli impegni previsti rispettati dal governo, ha avuto i primi 25 miliardi di acconto sui circa 200 previsti dal Recovery Fund. Così il gruppo azzurro ha tracciato la rotta da seguire in occasione degli Stati Generali sulla economia abruzzese, un focus sulla situazione economica abruzzese e sulla prospettiva di sviluppo dei vari settori e dei territori anche in ottica Recovery Fund.

Cassa depositi e prestiti

Sicuramente Cassa depositi e prestiti è uno strumento "fondamentale per sostenere il nostro tessuto produttivo e per proteggere gli asset strategici del nostro Paese", soprattutto se si considera il momento di forte difficoltà che molte imprese stanno attraversando a causa della pandemia. Però, avverte il forzista Giacomoni, tutto ciò "non significa usare Cassa depositi e prestiti - come qualche forza politica pensava di fare - per statalizzare o nazionalizzare interi settori produttivi, facendo entrare lo Stato dappertutto".

L'esponente di Forza Italia dunque non ritiene che la strada giusta sia quella di statalizzare, ma di "patrimonializzare le nostre imprese". Da qui la richiesta di istituire un Fondo Sovrano Italiano, pubblico-privato, gestito dal Cdp "con il coinvolgimento delle maggiori istituzioni finanziarie italiane".

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