Il reddito di cittadinanza ha i giorni contati: "Interverremo per cambiarlo"

Il ministro Orlando annuncia: "Il reddito 5S va modificato". Di Maio resiste: "Non è elemosina". Ma dal 2022 non ci saranno più i navigator?

Il reddito di cittadinanza ha i giorni contati: "Interverremo per cambiarlo"

Il Movimento 5 Stelle si prepara a subire l'ennesimo colpo nel corso dell'esperienza del governo Mario Draghi. Dopo aver fatto i conti con l'addio al cashback e una riforma della giustizia che ha fatto irritare i gruppi parlamentari, la galassia pentastellata inizia a prendere atto che il reddito di cittadinanza andrà modificato rispetto alla base iniziale su cui è nato. La riforma targata M5S nelle prossime settimane potrebbe approdare sul tavolo del governo: i partiti di maggioranza potrebbero essere chiamati a stretto giro a valutare una serie di cambiamenti per migliorare il sostegno economico che avrebbe dovuto "abolire la povertà". Un annuncio importante è arrivato da Andrea Orlando, ministro del Lavoro, il quale ha sottolineato la necessità di apportare più di qualche correzione.

Come cambia il reddito 5S

Orlando, nell'intervista rilasciata a Il Foglio, in sostanza ha elencato tre azioni principali da mettere in atto per rendere più efficiente il reddito di cittadinanza: semplificare l'accesso e l'utilizzo dei Puc, "cioè quei piani che consentono agli enti pubblici di utilizzare le persone che percepiscono un reddito per attività di pubblica utilità"; far sì che un nuovo sistema consenta "un salto di qualità ai centri per l'impiego"; focalizzare l'attenzione su istruzione di base e formazione "anche triangolando con le imprese". Di recente Matteo Renzi ha lanciato l'idea di una raccolta firme per un referendum sull'abrogazione del reddito 5S nel 2022, ma la posizione del ministro del Lavoro non è così tranchant: "Va cambiato, non va abolito. Il punto è spacciare una perfettibile misura contro la povertà per quello che non è: un veicolo per trovare lavoro".

Addio ai navigator?

Lo stesso Orlando si è detto poi molto critico quanto ai navigator. A suo giudizio uno dei tanti problemi riguarda il fatto che i centri per l'impiego "funzionano forse nelle regioni che ne hanno meno bisogno, mentre invece in quelle dove ci sarebbe bisogno di una più forte e intensa attività siamo all’anno zero". E l'inserimento dei navigator non è stato proprio brillante: il ministro del Lavoro li reputa "giovani molto qualificati" che hanno superato una selezione. "Sono stati a mio avviso usati come una specie di foglia di fico. Servivano cioè a coprire un equivoco, e cioè che il reddito di cittadinanza fosse uno strumento per le politiche attive del lavoro", è il punto di vista di Olrando. Che ha assicurato: "L'esperienza dei navigator alla fine dell'anno si andrà a esaurire".

Di Maio resiste

Proprio in questi giorni il dibattito sul tema del reddito di cittadinanza è tornato ad animarsi. Da una parte il centrodestra ritiene che sia fondamentale puntare sulle politiche attive del lavoro piuttosto che intestarsi su sussidi a pioggia; dall'altra i 5 Stelle continuano a reputarla una misura prioritaria (oltre che identitaria) senza la quale non sarebbe possibile sostenere economicamente gli italiani in difficoltà. A fare resistenza è Luigi Di Maio, che sul proprio profilo Facebook ha difeso a spada tratta il reddito 5S dagli attacchi avversari: "Non è elemosina, sta aiutando milioni di italiani". Il ministro degli Esteri ritiene che "la loro dignità non può essere usata per la propaganda strumentale di chi dice che bisogna eliminare il reddito" e dunque è convinto che "chi si comporta così crea solo confusione per ottenere consenso e non pensa ai bisogni delle persone".

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