Referendum, i dubbi di Berlusconi: "Un taglio di democrazia e libertà"

Il Cav invita a recarsi alle urne ma ribadisce le proprie perplessità sulla riduzione dei parlamentari: "Questa è solo una restrizione degli spazi di rappresentanza"

Referendum, i dubbi di Berlusconi: "Un taglio di democrazia e libertà"

Mancano 48 ore all'importantissimo appuntamento elettorale per quanto riguarda le Regionali e le Amministrative. Inoltre gli elettori di tutta Italia saranno chiamati a esprimersi sul taglio dei parlamenti, una riforma fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle e che però prima di vedere vita deve ricevere il via libera dai cittadini: sul referendum, in programma domenica 20 e lunedì 21 settembre, regna ancora grande incertezza e la progressiva e costante avanzata del fronte del "No" rende i giochi ancora aperti. Il risultato è tutt'altro che scontato: con il passare dei giorni cresce sempre di più l'area di coloro che si oppongono a quella che viene vista come un'azione estremamente populista e del tutto deleteria per il nostro Paese.

Ecco perché i dubbi di Silvio Berlusconi, così come quelli di altri italiani, sono più che leciti: cosa rischia l'Italia con questo taglio dei parlamentari? Innanzitutto il Cav ha voluto rivolgere un invito agli elettori a recarsi alle urne indipendentemente dalle loro intenzioni di voto: "Dal nostro voto dipende il Paese che lasceremo ai nostri figli". E ha colto l'occasione per ribadire le proprie perplessità: "Un taglio dei parlamentari era nella nostra riforma del 2005, cancellata dalla sinistra". Ma si trattava di una riforma organica e completa. "Questa invece è solo una restrizione degli spazi di democrazia, di rappresentanza e di libertà", ha avvertito. Poi, a proposito di un'eventuale campagna per il "No" come mossa contro il governo, ha precisato che a suo giudizio sarebbe scorretto sovrapporre il referendum a questioni di schieramento: "Gli italiani devono sentirsi liberi di votare nel merito, a prescindere dagli effetti politici".

Mano tesa per il Recovery Fund

Nell'intervista rilasciata a La Stampa, il presidente di Forza Italia si è espresso anche sul tema delle elezioni Regionali: "Nessuna partita è vinta in partenza, ma ci sono tutte le condizioni per vincerla". Parole che arrivano da una convinzione ben precisa, ovvero che ogni Regione - compresa la Toscana - sia espugnabile: "Le roccaforti rosse non esistono più, in Toscana abbiamo una brava candidata e una squadra di Forza Italia molto competitiva".

Infine Berlusconi ha sottolineato la vera natura di Forza Italia, una creatura politica sorta per rispondere al distacco tra i ceti produttivi, il mondo del lavoro, dell'impresa e la politica: "La proposta forte di Forza Italia è la lotta contro l'oppressione fiscale, contro l'oppressione burocratica, contro l'oppressione giudiziaria. Questo vale per tutti i livelli di governo, naturalmente declinato secondo le competenze dei diversi organi istituzionali". Forza Italia è ovunque "garanzia dei principi liberali" e i suoi pilastri sono rappresentati da "meno stato, meno burocrazia, meno tasse, un ruolo del pubblico di indirizzo e di coordinamento, più che di gestione o di iniziativa".