Il referto medico su Viviana: "Ha manie di persecuzione"

Il procuratore: "Al momento della sparizione soffriva di un grave disagio psicologico". In campo l'esercito

Il referto medico su Viviana: "Ha manie di persecuzione"

Viviana Parisi «era impaurita, agitata» quando il 3 agosto, con il figlio Gioele di 4 anni in braccio, oltrepassa a piedi il guard-rail sull'A20 Messina-Palermo, a Caronia, e fa perdere le tracce.

La testimonianza del turista del Nord che, in vacanza in Sicilia, ha assistito all'incidente fatto dalla donna mentre sorpassava un furgone dell'Anas, è stata di fondamentale importanza. Non solo perché ha fornito l'informazione chiave riguardo al fatto che il piccolo Gioele stesse bene, facendo scartare l'ipotesi investigativa più accreditata che fosse morto durante il sinistro che è stato «di una certa entità», ma anche perché ha indicato lo stato emotivo in cui sembrava si trovasse Viviana e, colpo di scena, una direzione diversa da quella che si credeva avesse percorso.

Viviana era spaventata per l'incidente provocato o stava scappando sentendosi pedinata come aveva riferito ai medici durante il lockdown, tornando però a casa dall'ospedale con un referto di manie persecutorie?

Non ha nemmeno risposto alla domanda del turista che le chiedeva se avesse bisogno di qualcosa ed è andata dritto per la sua strada, ma non si tratta del sentiero che dalla carreggiata conduce verso il mare e dove ha poi trovato la morte sotto a un traliccio dell'alta tensione, perché è andata a lato monte.

Il super testimone ha indicato al procuratore il percorso fatto da Viviana, fino a quando non l'ha vista scomparire con Gioele in braccio. Il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, tiene a precisare che le ricerche di Gioele hanno già riguardato quell'area, ma adesso si torna a cercarlo in quest'altra zona impervia che si raggiunge oltrepassando un altro guard-rail, scavalcando un muretto e percorrendo un canale di scolo». Gioele deve essere lì a meno che qualcuno non lo abbia portato via, ipotesi che non viene esclusa, almeno fino a quando non avrà altri elementi per mano, a cominciare dagli esiti di alcuni esami richiesti dall'equipe medica che si è occupata dell'autopsia. Viviana, dunque, potrebbe averlo lasciato in un posto che riteneva sicuro, in quanto, fortemente attaccata a lui, potrebbe aver ritenuto di proteggerlo da qualcosa o da qualcuno, o magari lo ha nascosto al mondo. E la procura non esclude che possa averlo ucciso. Sta di fatto che si ritiene che sia tornata indietro senza Gioele, abbia scavalcato un altro guard-rail, percorrendo il sentiero che va verso il mare e poi sia morta accanto al traliccio dell'alta tensione, non si sa se suicida, per una caduta o un malore o se sia stata uccisa. Resta aperto, infatti, il fascicolo per omicidio e sequestro di persona a carico di ignoti.

Da oggi 10 squadre dell'esercito scenderanno in campo a dare manforte alla task force che sta lavorando dal 3 agosto con un elicottero, droni, unità cinofile, cani molecolari e 4 cani specializzati nella ricerca di resti umani. «Non possiamo escludere nulla dice il procuratore -. Gioele potrebbe essere a lato monte, anche se la zona è già stata battuta, ma adesso concentreremo lì le ricerche. Non escludiamo neppure un incontro sfortunato con qualcuno o un animale. È ovvio che ci siamo fatti un'idea di cosa sia accaduto quel giorno, ma non è il momento di parlare. Chiaramente, da come ci è stata descritta, emerge la fragilità della donna in quel momento».

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