Roma e Cagliari distano 475 chilometri. Non c'è un ponte che collega la Capitale all'isola. Ma il ponte a volte può riguardare solo la politica. È il caso delle ultime mosse di Angelo Binaghi, presidente della Federazione Tennis e Padel, che ormai spadroneggia fra gli sport italiani avendo scalzato - soprattutto grazie al fenomeno Jannik Sinner - il giuoco del calcio. È noto che Binaghi, rieletto a capo della Fitp con il 96% - siamo in zona Putin e Lukashenko - abbia recentemente deciso attraverso la Sportcast srl, controllata della Fedetennis, di acquisire il 6.74% della Sae, la holding che ha rilevato La Stampa dal gruppo Gedi della famiglia Agnelli-Elkann.
Ma c'è un ulteriore tassello che porta dritto alla politica di palazzo e in particolare al Partito democratico. Perché il gruppo Sae dell'abruzzese Alberto Leonardis controlla anche la Nuova Sardegna. E quest'ultima operazione finanziaria è stata possibile grazie anche ad Antonello Cabras, che attraverso la Fondazione del Banco di Sardegna dove è stato presidentissimo, ha preso il 22% della Sae Sardegna che è una figlia della Sae creata ad hoc da Leonardis. Insomma, in questo grande gioco di acquisizioni l'uomo forte è proprio Cabras che è una vecchia conoscenza della politica italiana: classe 49, sardo di Sant'Antioco, ingegnere, socialista, già presidente di Regione a cavallo fra la Prima e la seconda Repubblica, tre volte parlamentare, sottosegretario agli Esteri nei governi Prodi I e D'Alema I. Dopo aver traghettato Ds e Margherita assieme ad Antonello Soro nel Pd ed esser stato uno dei registi dell'ascesa politica di Renato Soru, Cabras si è ritagliato uno spazio significativo nel mondo della finanza prima da presidente della Fondazione Banco di Sardegna e oggi da vicepresidente di Bper dove avrebbe sfiorato anche la presidenza. Chi conosce Cabras confida che in fondo non ha mai abbandonato la politica e che si muove da "eminenza grigia" dei dem nell'asse Roma-Sardegna. Non a caso appena si cita il suo nome a chi oggi riveste ruoli al Nazareno la risposta è: "Antonello è intelligente e molto influente". È noto che sia un uomo di relazioni, legato a Sergio Zuncheddu dell'Unione sarda, e a quanto pare starebbe lavorando sotto traccia a qualcosa di più grande nella galassia riformista del Partito democratico. Pensa già al dopo Alessandra Todde, governatrice dei 5stelle dell'isola eletta nel febbraio 2024, il cui mandato scade fra poco meno di due anni. Ed è proprio per tal ragione che si torna a Binaghi che attraverso La Stampa arriva a Cabras.
E allora: perché non proporre l'attuale re del tennis italiano come presidente della Regione Sardegna? Al momento sembra essere solo una suggestione ma Binaghi può davvero essere il frontman del centrosinistra a trazione riformista per la prossima corsa a governatore in chiave anti-Todde. Sotto l'egida del regista Cabras.
Solo così può spiegarsi la tela che Binaghi sta tessendo tra quotidiani e investimenti. Sfruttando l'onda del sinnerismo. E solo così può spiegarsi l'attivismo di Cabras che prima di ogni cosa guarda alla sua Sardegna ma in fondo non ha mai perso di vista i palazzi romani della politica.