Coronavirus

Le regioni strigliano il governo sulla certificazione di guanti e mascherine

Le regioni, Piemonte in testa, chiedono al governo di riconoscere un ente certificatore di dispositivi di protezione sanitaria, che altrimenti devono aspettare il via libera dell'Iss

Le regioni strigliano il governo sulla certificazione di guanti e mascherine

Burocrazia. È questo uno dei mali maggiori del Belpaese e l'Italia e gli italiani ci devono lottare contro anche in queste settimane di emergenza sanitaria nazionale (ed economica) per colpa della pandemia di coronavirus. Il che è paradossale. Oltre all'isolamento forzato in casa e a tutte le misure di contenimento per arginare il Covid-19, gli strumenti necessari per difendersi e proteggersi sono i dispositivi sanitari, come guanti e mascherine, che devono avere una certificazione.

Ecco, è esattamente su questo fronte che si deve avere a che fare con l'ennesimo cortocircuito burocratico in salsa tricolore. Spieghiamo: nonostante molte regioni italiani abbiamo dovuto agire in (larga) parte per i fatti propri, svolgendo in alcuni casi anche un'azione suppletiva al lavoro e alle indicazioni del governo, queste si ritrovano incagliate contro alcune rigide regole del governo centrale, della burocrazia.

Per esempio, c'è un nodo da sciogliere quanto prima che interessa appunto le mascherine e i guanti prodotti nelle regioni: come per tutte le merci è necessaria la certificazione, cosa che spetta all'Istituto superiore di sanità.

Bene, a più riprese le regioni del Nord-Ovest, Piemonte in primis, hanno chiesto all'esecutivo di accreditare un organo decentrato per dare un'accelerata alla pratiche di certificazione, così da accrescere la produzione e la distribuzione dei dispositivi prioritari per garantire la salute dei cittadini. E il governo cosa ha risposto? Che non è un problema, che l'Iss può fare a meno di un supporto. E allora fa niente se i tempi si allungano...

Su questa assurda stortura è arrivato l'affondo del Piemonte, per bocca dell'assessore di regione Piemonte alla Ricerca e all'Innovazione Matteo Marnati, che ha attivato le università regionali - Politecnico, Università di Torino e del Piemonte Orientale - per la produzione di reagenti, per la certificazione di mascherine e dispositivi di protezione individuali, e ora chiede al governo di individuare un ente certificatore decentrato per snellire l'iter burocratico per arrivare più in fretta alla fase produttiva.

Queste le parole dell'esponente della Lega: "Apprendo da fonti parlamentari che il governo non ha intenzione di consentire alle regioni di gestire la certificazione dei materiali a livello decentrato. Non è più possibile andare avanti così, il governo la smetta di accentrare tutto. Scelgano pure l'ente regionale a chi affidare il compito di accreditare i materiali utili al contenimento del coronavirus, ma è venuto il momento di decidere". Dunque, prosegue così: "Abbiamo creato una filiera di certificazione di ottimo livello, ma le aziende che superano i test delle università sono poi costrette a farsi certificare ulteriormente i materiali dall'Istituto superiore di sanità, che pur essendo una realtà eccellente sta diventando un collo di bottiglia che finisce per rallentare quello che di buono stanno facendo le regioni". Ecco allora perché – conclude Marnati – "Questo è il momento di prendere delle decisioni. Il governo non può dire che non è ora di affrontare questo tema, perché in realtà questo è il tema: le regioni fino ad ora, le mascherine e altri dispositivi come reagenti e ventilatori se li sono trovati da soli dando prova di efficienza a differenza dello Stato che in questo momento sta rallentando le validazioni di reagenti, mascherine e gel igienizzante".

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