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Renzi arruola il "partito dei sindaci". Sala e Gori alle Primarie delle idee

Ma la base di Italia viva: "Si candidi il leader"

Renzi arruola il "partito dei sindaci". Sala e Gori alle Primarie delle idee
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L'alleanza dev'essere a "quattro gambe". La grammatica del centrosinistra non può fare a meno di una "Casa riformista". Ne è convinto Matteo Renzi (nella foto), che ieri a Roma ha lanciato le "Primarie delle idee". Un'iniziativa sul programma elettorale del "campo largo" che durerà fino a settembre. Solo dopo, secondo la visione del fondatore d'Iv, arriverà il tempo delle primarie per il candidato premier. Ora, afferma, è tempo di parlare "di idee e non di nomi". Difficile però non notare le adesioni del sindaco di Milano Beppe Sala (non era presente allo Spazio vittoria ma è nel Comitato d'indirizzo), dell'ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori e del senatore Graziano Delrio all'appuntamento di ieri. Marianna Madia, riformisti Pd, è data da tempo vicino a Iv. Ma gli altri, il "partito dei sindaci" e l'ex ministro Delrio, non erano scontati. Mentre il leader d'Italia viva sfoglia la margherita dei possibili candidati alle primarie (alla fine bisognerà convergere su un nome), più esponenti pongono il tema della leadership della "Casa riformista". Renzi fa un passo indietro generoso, dicendo che lo scettro del contenitore politico andrà a qualcun altro.

Ma fra il popolo di quell'area si sussurra che a scendere in campo dovrebbe essere proprio lui, l'ex premier. Fabrizio Roncone, sul Corriere della Sera, ha scritto su Renzi: "Guardate: ha tutti i difetti del mondo, proprio tutti, d'accordo. Ma se domani arriva uno da Marte, glielo spiegate voi che non è lui il candidato premier del centrosinistra". Insomma, qualcosa si muove e lo notano in molti. Il leader Iv, da sempre foriero di previsioni, ieri ne ha fatta un'altra a tema primarie: "Personalmente credo che le primarie si faranno e che Silvia Salis partecipi insieme a Schlein e Conte. Vedremo, c'è ancora un anno, e' lunga". Per ora il sindaco di Genova si è sempre detta contrario allo strumento. E anzi due giorni fa ha ribadito la necessità di una richiesta per scendere in campo: "Se me lo chiedessero, lo prenderei in considerazione". Gori ieri ha fatto un altro passetto di lato nei confronti di quel Pd tanto schiacciato a sinistra da chiedere lo stop al gemellaggio tra Milano e la capitale israeliana: "Tel Aviv ha un sindaco laburista, Ron Huldai, tra i principali oppositori di Netanyahu, e la città è storicamente il cuore della sinistra laica israeliana e delle proteste anti-Netanyahu - ha scritto su X - . Che senso ha interrompere il gemellaggio con Milano?".

Un segnale, l'ennesimo, che qualcosa si muove dalle parti dei riformisti. Ieri con Renzi c'era anche + Europa, con le presenze di Riccardo Magi e di Benedetto Della Vedova. Dicono sia il tempo del programma, delle proposte e delle idee. Ma di nomi, a dire il vero, ne circolano a bizzeffe.

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