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Le strane mosse del Pd Come può colpire Conte

Nessuna presa di posizione in difesa del premier, come accaduto altre volte nel più recente passato. Il Pd attende la replica di Conte agli affondi dell'ex sindaco di Firenze

Le strane mosse del Pd Come può colpire Conte

Che il rapporto tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte stia da tempo scricchiolando è cosa oramai risaputa, e lo stesso ex sindaco di Firenze non perde mai occasione per ribadire anche dinanzi alle telecamere tutti i punti nei quali si trova in disaccordo con il premier e la strada intrapresa dall'esecutivo. Cosa però stia combinando il Partito democratico da spettatore in prima fila di questo duello mediatico ed a distanza tra i due resta ancora poco chiaro.

Non che tra l'attuale leader di Italia Viva ed il suo ex partito vi sia un idillio, ma, come confermato da Affari Italiani, pare proprio che ai Dem non siano dispiaciuti affatto gli ultimi affondi contro l'uomo dei Dpcm in seconda serata. Dopo l'ennesima sfuriata renziana di ieri, infatti, a differenza di quanto avvenuto in altre occasioni in cui Conte era divenuto bersaglio del "fuoco amico", nessun rappresentante del Partito democratico è intervenuto in difesa del sedicente avvocato del popolo, neppure per una semplice posizione di facciata.

Renzi continua infatti ad attaccare Conte per quanto riguarda la gestione del Recovery Plan, e senza giri di parole ha annunciato che in mancanza di un accordo non confermerà il suo appoggio all'esecutivo giallorosso. "Mercoledì mattina il ministro Roberto Gualtieri ospiterà la delegazione di Iv: andranno i capigruppo Faraone e Boschi e le ministre Bonetti e Bellanova. Con questa delegazione presenteremo 61 punti su cui al momento non siamo d'accordo delle 103 pagine di next generation Eu", ha spiegato l'ex sindaco di Firenze in conferenza stampa."Se le nostre idee non vanno bene c'è la possibilità di una maggioranza senza di noi. Per noi le idee valgono più delle poltrone. Se il premier non vorrà parlare di contenuti con Iv ne prenderemo atto". Insomma, più che proposte un ultimatum. Renzi ha anche annunciato di non voler cedere sulla questione del Mes sanitario ("È vergognoso che in un paese in cui sono morti 273 medici per covid si stia ancora a discutere") e quella relativa alla gestione dei servizi segreti ("Chiediamo al presidente del Consiglio che affidi la delega a una persona terza. Noi non torniamo indietro su questo"). Temi sui quali, peraltro, lo stesso ex premier si trova d'accordo proprio coi Dem. Ecco il perchè, probabilmente, delle bocche cucite al Nazareno, con la compagine di Zingaretti che osserva da spettatrice interessata in attesa degli sviluppi nelle prossime ore. Sarebbero tanti, nel Pd, a ritenere che si tratti dell'ennesima sparata renziana senza conseguenze e comunque ad attendere risposte da Palazzo Chigi. "Crediamo che il Presidente Conte prenderà delle iniziative e darà delle risposte su quanto richiesto oggi da Renzi e su quanto anche il Pd proporrà in tema di Recovery", questo l'unico commento Dem a quanto accaduto ieri, come riferisce Affari Italiani. Zingaretti, ancora irritato dal rinvio della legge elettorale, tra i principali accordi su cui si fonda l'alleanza giallorossa, aspetta al varco Giuseppi.

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