Renzi firma il referendum sulla giustizia: "Pressione sul Parlamento"

Il leader di Italia Viva auspica di poter arrivare ad una riforma della giustizia "giusta", che superi gli evidenti limiti di quella firmata dalla Cartabia

Renzi firma il referendum sulla giustizia: "Pressione sul Parlamento"

Come già anticipato nelle scorse ore, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha deciso di apporre la propria firma per promuovere l'indizione dei sei referendum sulla giustizia promossi dai Radicali e dalla Lega di Matteo Salvini.

L'ex primo cittadino di Firenze si è recato stamani al banchetto di Largo Argentina, a Roma, ma la sua scelta di aderire alla campagna referendaria l'aveva già annunciata durante la presentazione del suo libro dal titolo "Controcorrente", avvenuta due giorni fa in provincia di Brescia. Per allontanare lo "spettro" di Salvini, Renzi aveva tenuto a sottolineare che la campagna era stata promossa inizialmente dai Radicali e solo in seguito appoggiata da Lega e Forza Italia, senza dimenticare il supporto fornito da alcuni esponenti isolati del centrosinistra.

"Lo farò pensando a Enzo Tortora, non a Salvini", aveva spiegato ai presenti l'ex segretario del Partito democratico. "É una guerra che dura da trent'anni, quella tra magistratura e politica. Da Tangentopoli ad oggi. C'è una contrapposizione che è arrivata all'estremo con Bonafede, un dj più che un ministro".

La firma in largo Argentina

Renzi ha ribadito le ragioni che lo hanno spinto a scegliere di sposare la causa dei Radicali: "Se si ricorda l'impegno di Radicali per la giustizia giusta, il primo nome che viene in mente è quello di Enzo Tortora", ha dichiarato l'ex presidente del Consiglio poco dopo la firma. "Sono grato ai Radicali, un mondo verso il quale in passato non mi sono trovato in sintonia, per lo sforzo che stanno facendo".

L'insoddisfazione nei confronti dell'ultima riforma della giustizia è forte, e Renzi non ne fa mistero:"In questo momento i referendum dei Radicali sono l'unica vera forma di pressione sul Parlamento per poter fare una legge ulteriore, rispetto alla riforma Cartabia, che vada nella direzione della giustizia giusta".