"Meloni? Non è neofascista, ma servono parole chiare"

Matteo Renzi chiede alla Meloni parole definitive sul fascismo, ma sottolinea che il leader di Fdi non è neofascista. Poi l'attacco all'estremismo di sinistra che usa parole simili ai no green pass di Roma

Renzi: "Meloni? Non è neofascista, ma servono parole chiare"

Il leader d'Italia Viva Matteo Renzi ha detto la sua sulle polemiche che si stanno innescando in seguito alle accuse di prossimità tra fascismo o estremismo ideologico e Giorgia Meloni. L'ex premier, in sintesi, si è detto certo della distanza tra l'ex ministro della Gioventù ed il neofascismo, ma ha comunque rivendicato l'assoluta necessità di affermazioni che non consentano la sussistenza di alcun tipo di dubbio in merito alle posizioni della Meloni.

Un motivo del contendere è stato fornito pure dalle dichiarazioni dell'ex ministro del Sud Giuseppe Provenzano che per Fdi ha manifestato velleità di scioglimento del partito guidato dalla Meloni. Il vicesegretario del Pd, nonostante abbia poi aggiustato il tiro, se n'era uscito così: "Ieri Meloni aveva un'occasione: tagliare i ponti con il mondo vicino al neofascismo, anche in FdI. Ma non l'ha fatto. Il luogo scelto (il palco neofranchista di Vox) e le parole usate sulla matrice perpetuano l'ambiguità che la pone fuori dall'arco democratico e repubblicano". Una frase che ha dato vita ad un lungo dibattito politico sul punto.

L'esordio dell'ex presidente del Consiglio è senza fronzoli: "Quello che non è chiaro di Fdi è come possibile che, nel 2021, ci sia ancora una mancanza di chiarezza netta nel rapporto tra un pezzo di destra estremista e un pezzo della destra parlamentare". La necessità è quindi quella di dipanare ogni perplessità. E la destra parlamentare, dice Renzi, dovrebbe scavare un solco visibile rispetto agli estremismi ideologici.

Poi la questione inizia a riguardare il leader del partito nato da una scissione dal Pdl che ora rappresenta la destra italiana: "Io sono assolutamente certo - ha fatto presente il fondatore d'Italia Viva - che la Meloni non sia neo fascista, ma proprio per questo non capisco perché non riesca a dire a parole, ad esempio, che non è vero che il 25 aprile è una data divisiva. Parole chiare, ecco". Giorgia Meloni avrebbe dunque l'occasione di allontanare per sempre certi accostamenti, magari procedendo con una piena condivisione pubblica del valore della festa della Liberazione. Questo, almeno, è quello che Renzi ha utilizzato come esempio per far comprendere di quali dichiarazioni ci sia bisogno oggi.

Renzi ha deciso di prendere posizione in materia discutendone a Metropolis, un podcast di Repubblica.it, così come ripercorso dall'Adnkronos. In un passaggio, che riguarda invece le frange che contestano il vaccino o il green pass, Renzi chiama in causa pure gli estemismi di sinistra. E questa è una sostanziale novità apportata al dibattito pubblico: "Io sento parole analoghsiamo in una dittatura' ecc. - ha premesso il leader d'Iv - anche da una rilevante parte della sinistra estremista. Il concetto è molto simile, l'approccio che hanno i Cobas a quello che hanno i no green pass romani sul contenuto. Questo deve far riflettere perché si saldano due diversi tipo di estremismo".

Quindi l'estremismo finirebbe con il coniugarsi attraverso parole d'ordine in grado di accomunare lati diversi del campo. Del resto, da quel che sta emergendo appare chiara la composizione mista della cosiddetta "galassia no vax" dal punto di vista ideologico, così come spiegato in questo articolo.

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