Responsabili ma invisibili: ​perché non salvano Conte

Al Senato si inizia a delineare il primo gruppo di parlamentari in vista di un Conte-ter. Ma i voltagabbana sono pochi

Responsabili ma invisibili: ​perché non salvano Conte

Ci sono, ma non si vedono. E comunque, conti alla mano, non incidono sui numeri della maggioranza di un eventuale Conte Ter. I responsabili al Senato vengono annunciati ogni giorno, ma il gruppo, di fatto, ancora non c’è. In giornata era prevista un’accelerazione, ma le notizie certe indicano al massimo un rimescolamento delle carte. Fonti vicine al dossier, interpellate da IlGiornale.it, hanno ribadito che nel pomeriggio “sono attese ulteriori evoluzioni” e quindi “una comunicazione ufficiale”.

Chi aderisce al gruppo dei responsabili

La costituzione del gruppo pro-Conte metterebbe insieme gli iscritti alla componente del Gruppo Misto Maie-Italia 23, Ricardo Merlo e Adriano Cario, a cui si sono aggiunti nel tempo l’ex senatore di Forza Italia, Raffaele Fantetti, e i fuoriusciti del Movimento 5 Stelle, Saverio De Bonis e di recente Maurizio Buccarella. Alla pattuglia si unirebbero gli altri ex azzurri, Sandra Lonardo, Mariarosaria Rossi e Andrea Causin. E infine è dato in avvicinamento Gregorio De Falco, attualmente aderente alla componente +Europa-Azione, da cui ha comunque votato in dissenso dando la fiducia al Conte 2 all’ultimo voto al Senato. Per arrivare a quota-10, necessaria per la formazione di un gruppo, manca almeno un senatore. I rumors del Palazzo danno altri due ex del Movimento, Luigi Di Marzio e Alfonso Ciampolillo, al tavolo con i Responsabili per valutare l'adesione al progetto. Insomma, la costituzione potrebbe effettivamente prendere forma nelle prossime ore, così come previsto: ci sarebbero undici senatori e un simbolo, quello del Maie-Italia-23, a disposizione. Secondo il regolamento, nulla osta. Il punto è, tuttavia, un altro: quest’operazione mette insieme tutti parlamentari che, a vario titolo, gravitavano già nell’alveo della maggioranza. In sostanza è un rimescolamento delle carte, ma da un punto di vista numerico non cambia nulla. Lo stesso Merlo, uno dei registi dell’operazione, ha spiegato al termine di un incontro: “Non pensiamo a un gruppo, pensiamo ad allargare la maggioranza. Al Quirinale per le consultazioni andremo con il Misto”.

Sorprese responsabili

Il gruppo è certamente importante per la redistribuzione del peso nelle commissioni parlamentari, come già emerso dopo le dimissioni delle ministre renziane. Senza numeri nelle commissioni diventa un pantano. Ma per rimpinguare la maggioranza è necessaria l’adesione da parte di chi, finora, è stato all’opposizione. E su questo versante siamo sempre nel campo delle ipotesi. “Ci saranno sorprese”, è la voce che circola, raccolta da IlGiornale.it. Si favoleggia su almeno 3 nomi - rigorosamente secretati - tirati fuori dal cilindro e sottratti all’area di centrodestra. Ma al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non basterà la promessa di ingressi futuribili o di colpi di scena: occorrono numeri certificati e adesioni solide. Di sicuro c’è che dall’Udc fioccano le smentite: la senatrice Paola Binetti, data come un possibile rinforzo per Conte, continua a garantire la lealtà al suo partito. E con lei gli altri parlamentari: nessuna fuga, l’Unione di centro resta nell’alveo del centrodestra, è il mantra ripetuto a chiunque chieda eventuali spostamenti. Stesso discorso sui senatori di Italia viva dati in uscita, Eugenio Comincini e Mauro Marino: dopo le dimissioni di Conte restano con Matteo Renzi. Che, in fondo, è stato il primo a scommettere sul naufragio dell'operazione-Responsabili.

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