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La retromarcia di Conte: "Tempi non maturi per l'alleanza col Pd"

L'ex premier frena per un attuale accordo "a tutto tondo" con il Partito democratico. Ma per il futuro vuole accelerare: "Sarebbe un peccato se non si riuscissero a concordare alcuni passaggi insieme"

La retromarcia di Conte: "Tempi non maturi per l'alleanza col Pd"

Continua a non decollare l'alleanza tra Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Liberi e uguali soprattutto a livello territoriale. Lo sa benissimo Giuseppe Conte che, pur giudicando il Pd un "interlocutore affidabile con cui poter ragionare", ha ammesso che almeno per il momento "i tempi non sono ancori maturi per poter varare un'alleanza a tutto tondo". Ma la volontà dell'ex presidente del Consiglio è quella di accelerare su questo fronte, a partire dalle importanti elezioni Amministrative: a suo giudizio "sarebbe un peccato" se, rispetto alle consultazioni locali, "non si riuscisse a concordare alcuni passaggi insieme". Dunque alla "intelligenza di M5S e Pd" sarà rimessa la possibilità di coordinare l'azione "per offrire a tutti i Comuni e le città importanti, piccole e grandi, delle buone amministrazione perché lo chiedono i cittadini". Lo ha dichiarato l'ex premier intervenendo al Festival del lavoro 2021.

Le difficoltà nell'alleanza M5S-Pd

Il rallentamento per la nascita dell'alleanza strutturale M5S-Pd-Leu è ormai noto a tutti. Anche perché è sui territori che continuano a consumarsi strappi e ad emergere divergenze inconciliabili. Nel frattempo si resta in attesa di scoprire il nuovo progetto del Movimento 5 Stelle targato Conte, il quale ha fatto sapere che nei prossimi giorni sarà fissato un grande evento in cui verranno coinvolti tutti gli iscritti: "Discuteremo sul nuovo Statuto, di una Carta di principi e valori per dare una chiara identità politica al Movimento".

Una fonte autorevole dei pentastellati spiega: "Stiamo aspettando tutti lui per capire cosa fare. A meno che cerchi di non di mettere la faccia, come primo atto, su tante sconfitte e liti con il Pd". Ed è proprio questo il punto. La vera e propria rifondazione del M5S potrebbe partire dopo l'estate per evitare di intestarsi l'esito delle Amministrative come primo passo del nuovo corso. Questo perché si temono deludenti risultati a livello territoriale, dove l'asse con Partito democrati e Liberi e uguali non si è ancora consolidato.

E intanto Rousseau...

Intanto Rousseau, dopo aver di fatto annunciato il divorzio dal Movimento 5 Stelle, prosegue il suo cammino. La piattaforma ha aperto i propri servizi a tutte quelle formazioni civiche che si apprestano a correre alle elezioni Amministrative di settembre-ottobre 2021, al fine di "condividere, anche attraverso i principali social network, post e video promozionali per invitare la cittadinanza a partecipare alle proprie attività in vista della campagna elettorale". Per Conte sarà complicato sciogliere il nodo Rousseau: i tempi per essere incoronato nuovo leader dei grillini rischiano di allungarsi. Visto che, come riferito dallo stesso ex premier, manca un passaggio fondamentale: "Il trasferimento dei dati degli iscritti da Rousseau al Movimento 5 Stelle, che è l’unico ed esclusivo titolare del trattamento di questi dati".

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