Rimborsato solo uno su tre A decidere sarà un arbitro

Ma non sarà la Consob. Stanziato un fondo di 100 milioni che potrà coprire meno del 30% dei 340 milioni di obbligazioni azzerate

Rimborsato solo uno su tre A decidere sarà  un arbitro

Roma É ufficiale. Non tutti i sottoscrittori di obbligazioni subordinate delle quattro banche «salvate» riceverà un rimborso. Nel migliore dei casi, lo riceverà uno su tre. O, meglio, sarà data una copertura pari al 29% del capitale azzerato. Lo spiega l'emendamento alla Legge di Stabilità presentato dal governo. Il testo prevede che verrà creato un Fondo da 100 milioni, che verrà alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi. E con questi 100 milioni verranno rimborsati i piccoli risparmiatori rimasti coinvolti nel «salvataggio» di Banca delle Marche, CariChieti, Cassa di risparmio di Ferrara e Banca Etruria.

Nel complesso, i risparmiatori sono 10.500 e vantano crediti per 340 milioni. I 100 milioni del fondo pesano per il 29 per cento.La scelta (e soprattutto i tempi) di chi verrà o meno rimborsato, però, non sarà affidata al caso. Il governo fissa una griglia a maglie piuttosto strette per ottenere il rimborso. Potranno accedervi soltanto persone fisiche, partite Iva, coltivatori diretti. Le società saranno escluse. In più, dovranno fare domanda di arbitrato bancario. E l'«arbitro» non sarà la Consob. Ma figure di «comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità ed onorabilità». I tempi non saranno brevi. In primo luogo, perché la Legge di Stabilità entrerà in vigore il 1° gennaio. Eppoi, perché le procedure di arbitrato (e, quindi, di rimborso) scatteranno soltanto dopo il varo di un decreto legge da parte del ministero dell'Economia. Piccolo particolare. Di solito, in casi del genere, il governo indica una data entro quando (un mese, tre mesi, 90 giorni) dev'essere varato il decreto legge. Nell'emendamento presentato dal governo alla Stabilità, però, questa scadenza non è indicata.Al rimborso viene ammesso anche chi è in grado di dimostrare di aver ricevuto informazioni fuorvianti da parte dei funzionari di banca dei quattro istituti coinvolti. Questa procedura non blocca eventuali azioni di risarcimento dirette, avviate dai risparmiatori.

In tal caso, però, l'eventuale rimborso da parte del Fondo verrà decurtato della parte già ricevuta.Resta da capire il motivo in base al quale la Commissione europea abbia autorizzato il governo ad utilizzare la creazione di un Fondo per i rimborsi, attivandolo attraverso il Fondo interbancario. Lo stesso Fondo che la Banca d'Italia dice che il suo utilizzo era stato bocciato da Bruxelles. Impostazione, poi, smentita da funzionari della Commissione.Nella sua audizione parlamentare, Carmelo Barbagallo - responsabile della Vigilanza della banca centrale - aveva detto che le autorità italiane avevano chiesto di utilizzare il Fondo interbancario per «salvare» le quattro banche; ma che la soluzione era stata negata dall'Unione europea. Ed aveva anche ricordato che se fosse stato usato non si sarebbe creato il «caso» dei sottoscrittori di obbligazioni subordinate, rimasti senza risparmio.

Ora, invece, la Commissione autorizza l'utilizzo (in minima parte) di quel Fondo interbancario per rimborsare i risparmiatori che hanno visto azzerare i propri soldi dal decreto «salva-banche».Delle due, l'una. O la Commissione si è ammorbidita ed ha autorizzato ciò che prima aveva negato. O qualcuno, tra governo e Banca d'Italia, non dice parole di verità.

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