La ripresa è "turbo", riparte il lavoro

Corre il Pil (+2,7%), meglio di Francia e Germania. Disoccupazione sotto il 10%

La ripresa è "turbo", riparte il lavoro

Miracolo Italia. Il Pil nazionale si attesta migliore rispetto a quello tedesco e francese, ma non è del tutto una sorpresa: le avvisaglie c'erano già nei giorni scorsi.

Dopo un primo trimestre dell'anno in lieve recupero, nel secondo trimestre l'economia italiana ha registrato una crescita molto sostenuta che, espressa in valori concatenati al 2015, viene valutata in aumento del 2,7% rispetto al trimestre precedente e del 17,3% in termini tendenziali.

Cresce anche il tasso di occupazione al 57,9% (+0,5 punti). Il tasso di disoccupazione scende al 9,7% (-0,5 punti) e torna, dopo cinque mesi, sotto la soglia psicologica del 10%, anche se tra i giovani si attesta ancora al 29,4 per cento. Tirando le somme siamo a metà del recupero sul pre-crisi: ancora 470mila persone in meno al lavoro. Il risultato ha beneficiato essenzialmente di un forte recupero del settore dei servizi di mercato, il più penalizzato dalla crisi, di una crescita dell'industria e di una sostanziale stazionarietà di agricoltura. Il calcolo sull'intero anno, mentendosi costante la congiuntura attuale, produrrebbe una crescita annuale pari al 4,8 per cento.

Numeri davanti ai quali, il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, esulta: «L'Italia sta vivendo una vera e propria fase di boom economico, come certificato dagli ultimi dati sul Pil pubblicati oggi dall'Istat. Dopo essere cresciuta del +0,2% nel primo trimestre, un dato che già aveva sorpreso positivamente gli analisti, l'economia ha infatti fatto registrare una crescita del +2,7% nel secondo, un tasso addirittura doppio rispetto a quello che si attendevano gli analisti (+1,3%). Grazie allo sprint del secondo trimestre, la crescita su base annua si è così attestata al +17,3%».

A confidare sui dati diffusi anche l'Ufficio studi di Confcommercio che si rivolge al dicastero guidato da Daniele Franco, il Mef: «Il quadro è indubbiamente incoraggiante e si accompagna anche a una ripresa dell'inflazione meno accentuata rispetto a quella tedesca». Rimane centrale per la crescita mantenere la congiuntura attuale. E sulla base di questi parametri il Fondo monetario internazionale rivede al rialzo le stime di crescita dell'Italia per il 2021 e il 2022. Dopo la contrazione dell'8,9% nel 2020, quest'anno il Pil italiano è atteso in crescita del 4,9%: 0,7 punti percentuali in più rispetto al +4,2% previsto in aprile. Nel 2022 l'economia italiana dovrebbe crescere del 4,2%, lo 0,6% in più rispetto alle previsioni di aprile. Ma è solo l'inizio.

Confrontando i risultati nazionali con quelli europei nel secondo trimestre l'Italia si attesta di nuovo al di sopra: il Pil destagionalizzato della zona euro è aumentato del 2% e dell'1,9% nell'Ue, rispetto al trimestre precedente, secondo una stima preliminare pubblicata da Eurostat, l'ufficio statistico dell'Ue. Nel primo trimestre del 2021 il Pil era diminuito dello 0,3% nell'area euro e dello 0,1% nell'Ue. Contribuiscono alla tardiva ripresa la Germania che cresce dell'1,5% rispetto al trimestre precedente e la Francia dello 0,9 anche se si attesta più vicina ai livelli pre-crisi.

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