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Ripudiate il nero

Ci sono tanti bei colori, migliaia di gradazioni, infinite combinazioni inerenti all'umore, alla stagione, all'occasione, alla creatività. E in mancanza di inventiva ci si può rivolgere a un armocromista

Ripudiate il nero
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Ormai i ragazzi hanno una predilezione morbosa per il total black. Un esercito di bacherozzi tenebrosi con auricolare ficcato nelle orecchie, e poi zaini, scarpe, bomber e felpe, berretti, finanche gli occhiali da sole, son neri. Ora, vero è che il nero sta bene con tutto, e che - come la Miuccia nazionale ha sermoneggiato è il colore della ribellione elegante, ma alla luce degli ultimi avvenimenti di Torino diventa indispensabile una sollecitazione di ordine pratico: siccome la milizia dei Black bloc ha una divisa precisa, utile a non farsi riconoscere, è il momento, per chi non ne fa parte, di fare un grande sacrificio. Ci sono tanti bei colori, migliaia di gradazioni, infinite combinazioni inerenti all'umore, alla stagione, all'occasione, alla creatività. E in mancanza di inventiva ci si può rivolgere a un armocromista... Un guardaroba a colori sarebbe di aiuto per le forze dell'ordine. Per esempio, il "popolo" che Askatasuna aveva invitato a scendere in piazza a Torino contro il governo e in difesa del centro sociale sgomberato, non si doveva vestire di nero. Erano partiti "più che felici della bella giornata" e di poter scendere in piazza, poi si sa come è andata a finire. Elementi dei centri sociali, dei sindacati di base, organizzazioni pro Pal, movimenti studenteschi, tutti vestiti di scuro, si sono ahimè trovati mischiati con la violenta guerriglia urbana pianificata dai nerissimi Black Bloc. Fra cassonetti e camionette della polizia dati alle fiamme, lanci di pietre e bombe carta, martelli, molotov, mentre la città si foderava del fumo dei lacrimogeni con il buio del pomeriggio che incombeva, l'esercito dei neri è diventato un tutt'uno. Come distinguere gli uni dagli altri? I delinquenti col passamontagna che pestano il poliziotto senza casco sono dello stesso colore della studentessa che è lì per manifestare contro il rettore, il partigiano si mescola in nuance con chi lancia un estintore.

Certo il giorno dopo è un profluvio di prese di distanza e di solidarietà alle forze dell'ordine, di "noi non siamo come loro", ma non basta più. D'ora in poi chi vuole manifestare pacificamente deve prendersi un impegno: fine del nero. Rosa, arancio, anche verde. Vanno bene tutti, l'importante è distinguersi. Se è vero.

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