Il ritorno dello Stato Islamico e l'ombra dei "lupi grigi": Ankara crocevia delle minacce

Da inizio 2024 incarcerati in Turchia 300 presunti terroristi. Gli intrecci tra attentati e traffico di droga

Il ritorno dello Stato Islamico e l'ombra dei "lupi grigi": Ankara crocevia delle minacce
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La Turchia rimane un crocevia di minacce: dai terroristi della guerra santa, all'ultra destra dei Lupi grigi fino alla potente criminalità organizzata con addentellati anche in Italia.

L'allarme dei nostri servizi su un possibile attentato a Papa Francesco, poche settimane prima della visita a Trieste, è arrivato da un paese del Medioriente. E faceva riferimento all'Isis Khorasan, la costola afghana e più temibile dello Stato islamico. Forse non è un caso che in luglio dello scorso anno, poco dopo la visita di Papa Francesco a Trieste, le forze di sicurezza turche hanno smantellato una rete dell'Isis-K arrestando 72 sospetti terroristi. Da gennaio 2024 le retate si erano susseguite portando in carcere 300 sospetti jihadisti. La cellula scoperta a Baakehir, distretto nella parte europea di Istanbul, composta da centro asiatici e caucasici, era accusata di avere organizzato l'attacco alla parrocchia francescana di Santa Maria. Secondo i dati dell'Europol "il numero di attentati e attacchi pianificati" dall'Isis "è più che quadruplicato" dal 2022. E il reclutamento si sta abbassando ad adolescenti fra i 13 e i 19 anni. I capi dell'Isis-K in Siria e Afghanistan avevano ordinato di attaccare anche il Parlamento turco e caserme delle forze dell'ordine ed esercito prima delle retate.

I Lupi grigi, ultranazionalisti di estrema destra, non sono più la forza paramilitare di un tempo, da dove arrivava Alì Agca condannato per avere sparato a Giovanni Paolo II nel 1981 in piazza san Pietro. Nell'era di Erdogan le componenti islamiste ed euroasiatiche hanno preso il sopravvento ed i Lupi grigi vengono utilizzati all'estero, infiltrati nelle comunità turche. Paesi come la Francia li hanno messi al bando e il connubio con la criminalità organizzata ha spostato alcune frange nel traffico di droga. In Germania e Austria rimangono ben radicati e sono tornati sotto i riflettori durante gli Europei di calcio dello scorso anno. La nazionale turca guidata da Vincenzo Montella aveva sconfitto l'Austria, ma in segno di vittoria il difensore Merih Demiral ha esultato mimando il gesto del lupo grigio con le dita, simbolo distintivo degli estremisti utilizzati in passato come sicari del potere contro la sinistra ed i curdi.

Se il turco in carcere a Trieste è "solo" un criminale, la mafia turca rappresenta una delle organizzazioni più pericolose in Europa. I gruppi noti e potenti sono quelli del Mar Nero, i curdi Zaza e la rete Mhallami. Lo scorso anno è stato arrestato in Italia, Bari Boyun, pezzo grosso della criminalità organizzata legato ai curdi e sospettato di contatti con la 'ndrangheta. Il suo braccio destro gestirebbe pure il traffico di esseri umani. A sua volta esponenti del crimine organizzato in Italia hanno trovato riparo in Turchia come latitanti.

Il Paese è un crocevia del traffico di stupefacenti e la mafia locale collabora con quella bulgara nel mercato dell'eroina, che arriva pure in Italia. Non solo: fra i porti di Mersin e l'hub nell'entroterra turco di Adana, i trafficanti di esseri umani avrebbero fatto riferimento, nell'ambito di procedimenti penali, agli "amici italiani".

FBil

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