Grazie ad Antonio Tajani e avanti "con una spinta sempre più liberale". Paolo Berlusconi sembra in sintonia con i nipoti Piersilvio e Marina. Forza Italia è il passato, nel segno del fondatore, ma anche il futuro. E però il partito deve trovare strade nuove e volti mai visti. La manifestazione al Teatro Manzoni diventa così l'occasione per fare il tagliando alla creatura che Silvio Berlusconi, il fratello di Paolo, inventò dal nulla trentadue anni fa. "Sono d'accordo con la condivisione di Antonio Tajani - afferma Berlusconi - a cui dobbiamo sempre dire grazie, perché ha ricevuto il testimone da Silvio in modo umile e efficiente e sono concorde con Marina e Piersilvio sugli auspici di un partito con una spinta sempre più liberale". Insomma, non ci si può sedere sugli allori, Forza Italia deve sfruttare il vuoto che si è aperto al centro, ma per riempirlo ci vuole coraggio, si deve innovare, devono entrare in campo volti inediti. Un partito non è un algoritmo e bisogna avere le antenne sintonizzate sulla società. "Quindi l'arricchimento di persone - prosegue Berlusconi - in questo grande lavoro che Forza Italia deve fare all'interno di un governo per consolidare la sua posizione centrista, credo sia utile". Gli chiedono di Calenda, con cui sono in corso prove di interlocuzione in vista delle elezioni per il nuovo sindaco di Milano, e lui apre: "Calenda è un ottimo politico, speriamo che faccia parte anche lui della coalizione". Qualcuno ipotizza che Forza Italia debba avere un profilo più liberal, più in sintonia con le esigenze di una società che non è più quella di trent'anni fa. Si vedrà. Antonio Tajani va avanti per la sua strada e con l'aiuto di Letizia Moratti costruisce un evento Più libertà più crescita che è un manifesto politico: il centro come punto di equilibrio di energie e spinte diverse e come bussola per l'Italia e l'Europa, in marcia per diventare grandi in fretta sui binari del popolarismo e del liberalismo. Scommessa ardua ma necessaria in tempi così difficili, in cui il rischio di scomparire, o meglio di diventare irrilevanti, è altissimo.
C'è chi ripete a Tajani le accuse del governatore della Calabria, Roberto Occhiuto che non vuole una Forza Italia con le braccia conserte, ripiegata su se stessa. "A me non sembra di essere uno che sta con le braccia conserte - replica lui - e mi pare che i risultati elettorali lo dimostrino. Tutto quello che c'è da fare, l'abbiamo fatto". Poi il vicepremier esemplifica: "Il primo a parlare di Montepaschi sono stato io, quindi non temo nulla".
Neppure Trump che ha usato toni irricevibili sui soldati della Coalizione che hanno combattuto in Afghanistan: "Ricordiamo i nostri caduti, caduti non nelle retrovie.
Se un alleato dice cose che non condividiamo lo diciamo in maniera chiara". Pure a Matteo Salvini che ha stretto la mano all'esponente neonazista inglese Tommy Robinson. "Robinson - osserva il leader di Fi - è incompatibile con i miei valori".