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Ritrovata la Giulietta di Messina Denaro: "Comprata di persona"

I movimenti del boss ricostruiti grazie all'auto. Era "nascosta" nel garage del figlio di Luppino

Ritrovata la Giulietta di Messina Denaro: "Comprata di persona"

Ragusa. Viaggi all'estero, spostamenti alla guida di una Giulietta nera o con l'autista, cene si sospetta non da solo visti gli importi esosi delle ricevute, e colazione al bar. Matteo Messina Denaro, almeno negli ultimi due anni in cui ha vissuto a Campobello di Mazara, nel Trapanese, sembra incredibilmente avere condotto una vita normale, quella di un cittadino agiato. Che, evidentemente, non è incappato in nessun controllo in strada dove, anche se si nascondeva dietro la falsa identità di Andrea Bonafede, il suo prestanome, ora indagato a piede libero, con molta probabilità sarebbe stato riconosciuto. Le indagini sono complesse e a più livelli. È un puzzle in divenire, enorme e complicatissimo, quello che stanno cercando di comporre gli investigatori dell'Arma, coordinati dalla procura di Palermo, per far luce sui 30 anni di latitanza dell'ex primula rossa.

I primi tasselli sono stati inseriti a partire dal giorno dell'arresto, il 16 gennaio, nella clinica «La Maddalena» di Palermo, dove da tempo il boss dei boss si sottoponeva a sedute chemioterapiche. Ieri una nuova tessera: la Giulietta nera del padrino. Era parcheggiata, dalla mattina dell'arresto, in un garage di fronte alla casa del suo uomo di fiducia che gli faceva da autista, Giovanni Luppino, arrestato in flagrante insieme al padrino. Il garage, intestato al figlio di Luppino, è anche adiacente all'abitazione di via San Giovanni n. 260 in cui l'ultimo stragista del '92 e '93 ha vissuto fino a giugno 2021. In quella data, poi, si è trasferito in vicolo San Vito, dove ha abitato fino all'arresto. All'auto si è arrivati dalla chiave che il capo mafia aveva nel borsello. Grazie al codice della chiave, infatti, gli investigatori, usando un sistema di intelligenza artificiale, hanno ricostruito gli spostamenti di Messina Denaro. Il giorno dell'arresto il boss dei boss ha guidato fino a casa di Luppino per poi parcheggiare in garage e recarsi in clinica a Palermo a bordo della Fiat Bravo guidata dall'autista di fiducia.

Ad acquistare la Giulietta è stato Matteo Messina Denaro in persona recandosi in una concessionaria di Palermo nel gennaio 2022. I documenti dell'auto, intestata alla madre del vero Bonafede, sono stati trovati nel covo di vicolo San Vito in cui viveva il padrino.

La macchina è stata posta sotto sequestro dalla polizia e sono stati effettuati accertamenti per individuare all'interno tracce che possano condurre a qualche fiancheggiatore. Sul luogo il procuratore aggiunto Paolo Guido, che coordina l'inchiesta. L'abitazione adiacente al garage e il cortile interno sono stati setacciati con un geo-radar per individuare intercapedini o buchi nei quali potrebbero essere nascosti documenti di rilievo. Si sta passando a setaccio il materiale acquisito nelle perquisizioni. E si viene a scoprire che il boss dei boss ha viaggiato fuori dall'Italia. Nella casa di vicolo San Vito c'erano biglietti aerei per l'Inghilterra e il Venezuela. Nell'abitazione, la stessa in cui erano affisse le stampe del film Il padrino e di Joker, c'erano anche molti libri. Di storia, filosofia e una biografia del premier russo Putin. I tasselli del puzzle mano a mano saltano fuori, ma sarà difficile completarlo. Mancano le tessere che rivelano i volti dei «pezzi grossi», quelli che siedono dietro le scrivanie, che infamano la divisa che dovrebbero onorare, quelli, forse, che si trovano scritti nella famosa agenda rossa del giudice Paolo Borsellino, sottratta dopo la strage di via D'Amelio.

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