La rivincita di BoJo e i 328 giorni record

La forza della politica contro le diatribe dei tecnici. Il decisionismo di un vero leader contro il balbettio inconcludente e perennemente ritardatario della burocrazia europea

La forza della politica contro le diatribe dei tecnici. Il decisionismo di un vero leader contro il balbettio inconcludente e perennemente ritardatario della burocrazia europea. Il ritorno alla «relazione speciale» con un'America che - poco importa se alla Casa Bianca ci sia Donald Trump o Joe Biden - resta l'asse preferenziale del Regno Unito. Son queste le tre scelte in una fatte ieri dal premier inglese Boris Johnson annnunciando la somministrazione, a partire dalla settimana prossima, del vaccino anti-Covid messo a punto dall'azienda tedesca Pfizer in soli 328 giorni. Tre scelte in una che rappresentano non solo un atto di fiducia nei confronti di un traguardo scientifico senza precedenti , ma anche una temeraria scommessa sulla propria popolarità. Un atto di coraggio con cui il premier cerca di risollevarsi dall'apatia in cui è precipitato dopo il contagio, ma con cui si gioca il proprio futuro nel caso il vaccino non funzionasse o, peggio, manifestasse imprevisti effetti collaterali. Rischiare, scommettere e, soprattutto, decidere è in fondo l'insegnamento di quel Winston Churchill che Boris considera il vero padre della patria e a cui ha, non a caso, dedicato un libro. Dietro la determinazione con cui il premier inglese decide, primo leader occidentale, di offrire ai propri cittadini la liberazione dal male c'è anche la volontà di affrancarsi definitivamente dagli indugi, dalle insicurezze e dai chiacchiericci dell'euroburocrazia. La volontà di riaffermare la Brexit assestando un calcio risoluto e definitivo a tempi e regole imposti da Bruxelles. Abilmente mescolata all'audacia c'è però anche l'innegabile furbizia politica di un Boris consapevole che la relazione pericolosa intrecciata in questi anni con il perdente Trump rischia di metterlo nel mirino del nuovo inquilino della Casa Bianca. E allora scommettere su un vaccino figlio di un'America che ne ha ordinato sulla fiducia dosi per oltre due miliardi di dollari (dopo aver finanziato con altri dieci miliardi la ricerca condotta dai concorrenti della Pfizer) significa anche tornare ad allinearsi a Washington. Significa far capire a Biden che nei momenti decisivi l'Inghilterra resta l'alleato con cui Washington ha combattuto due guerre mondiali. L'alleato con cui Londra condivide ora l'arma finale. Quella da cui dipende la sconfitta di un nemico chiamato Covid 19.

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Commenti
Ritratto di Nahum

Nahum

Ven, 04/12/2020 - 11:14

beati voi che esaltate il "vero leader", la medicina é fatta anche di verifiche e chi non le fa si assume una forte responsabilità. Quanto a Johnson che non é capace neppure di rispettare gli accordi da lui stesso sottoscritti con l'UE sull'Irlanda mi sembra proprio che sia alla frutta e il brexit non é ancora arrivato, in bocca al lupo!