Tre mesi e mezzo dopo la strage al Constellation, e a oltre un mese dalla sua iscrizione sul registro degli indagati, il sindaco di Crans Montana è stato interrogato ieri dagli inquirenti Svizzeri. E solo in questa sede, gli è stato sequestrato il cellulare. Tempi della giustizia elvetica che ormai abbiamo imparato a conoscere in questi mesi, con i sequestri tardivi dei dispositivi agli indagati, a partire da quelli dei coniugi Moretti. Nicolas Ferraud non si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha affrontato tutte le domande, a tratti provato, commosso. È indagato per incendio, lesioni e omicidio colposi, così come sei funzionari comunali, tra ex e attuali responsabili della sicurezza, per i mancati controlli da parte del Comune, che in base alla legge svizzera dovevano essere annuali e che invece non si sono fatti al Constellation a partire dal 2019. Il primo cittadino, che nella conferenza stampa subito dopo la tragedia, aveva dichiarato che non c'erano state mancanze da parte del comune, a distanza di pochi giorni, si era ripresentato davanti ai giornalisti per ammettere che no, non tutto era andato come doveva, e che non erano stati eseguite le ispezioni periodiche.
Per questo anche la richiesta di costituirsi parte civile, che era stata avanzata inizialmente, è stata ben presto messa da parte con l'emergere delle lacune nei controlli. Ieri davanti a pm e avvocati delle parti civili, Ferraud ha dato la sua versione: "Non sapevo che ci fossero dei problemi nei controlli di sicurezza dei locali, a causa della carenza di personale. Nessuno me l'aveva detto prima della tragedia". La ricostruzione stride con quella degli altri funzionari indagati - Ken Jacquemoud, Christophe Balet, Rudy Tissières e Baptiste Cotter - che avevano riferito ai magistrati di una difficoltà di organico che avrebbe messo in crisi i controlli. "Eravamo convinti che tutto funzionasse bene - ha detto il sindaco - siamo sempre stati orgogliosi del nostro servizio di sicurezza, citato anche come esempio nel Cantone". Eppure, nel 2023 il Comune aveva commissionato un audit sulle sue disfunzioni organizzative, la Giunta però lo avrebbe "giudicato deludente e per nulla rilevante in tema di sicurezza", ha chiarito Ferraud. Nel documento, datato 31 agosto 2023, veniva segnalata una carenza di personale che avrebbe provocato "un sovraccarico di lavoro in alcuni servizi" e "ritardi nelle scadenze". Dall'interrogatorio di Ferraud è emersa una "organizzazione comunale confusa", riferisce uno dei legali presenti. Il Comune non aveva neanche una commissione antincendio: "Ma non era obbligatoria e noi abbiamo deciso di non istituirla, delegando tutto a una commissione intercomunale", ha precisato il sindaco. Un interrogatorio cruciale per gli avvocati delle parti civili: "Siamo a un livello più alto delle indagini - evidenzia Fabrizio Ventimiglia, legale di una ragazza italiana ferita nel rogo - fino ad ora abbiamo sentito i Moretti e tutti i tecnici, il fatto che adesso ci siano le istituzioni è un buon segno per le indagini". Erano assenti ieri i coniugi Moretti, che hanno sempre presenziato agli interrogatori di indagati e testimoni, come gli consente la legge Svizzera.
Jacques, del resto, è da giorni di nuovo travolto dalle polemiche, dopo che il suo legale ha presentato un certificato medico in base a cui sarebbe affetto da depressione e per questo non in grado di affrontare l'interrogatorio che era stato fissato nei giorni scorsi e che per questo motivo, con l'ok della Procura, è stato rinviato. Ma Moretti era stato immortalato dalle telecamere Rai proprio nel giorno in cui si sarebbe dovuto presentare davanti ai magistrati, mentre faceva dei lavori in uno dei suoi locali.