Santoro resuscita Berlinguer per attaccare Renzi

Rose rosse e pugni chiusi contro il capo del governo. Ma al giornalista brucia l'invito respinto

Santoro resuscita Berlinguer per attaccare Renzi

Siamo noi, siamo noi. Libero Grassi, Patrizia D'Addario, i referendum, veniamo dopo Zavoli e Biagi, ma con noi la piazza ha infranto l'ufficialità delle istituzioni. Comincia sull'onda dell'autocelebrazione il Rosso di sera di Michele Santoro dal Largo Annigoni di Firenze, città di Matteo Renzi, non proprio una piazza da folle oceaniche. Ma prosegue sulle note della delusione, perché il premier, «che preferisce Verdini a Landini», ha scelto di disertare la serata. «Mi ha telefonato per farmi in bocca al lupo per il mio futuro - ha rivelato Santoro - ma in verità sono io che voglio fare un in bocca al lupo a Renzi. La prossima serata la faremo a Pontassieve, così vedremo se viene, ma con un'avvertenza: a noi il presepe non piace. A noi piace il rosso». Santoro ha chiesto a tutti di indossare qualcosa di rosso, simbolo di passione, di sangue che scorre, di coraggio. E simbolo della sinistra pura e dura che il segretario del Pd ha smantellato. Lui sfoggia una rosa nel rever della giacca. Dopo il servizio d'apertura di Bertazzoni, il copione vira sul teatrale. Il pezzo migliore è il Renzi in versione Dux tratto da Slurp , l'ultimo libro di Marco Travaglio, da lui stesso rappresentato con Giorgia Salari, leggendo brani di stampa con le cadenze da propaganda dell'Istituto Luce all'epoca di Mussolini. Satira di opposizione. Attacco frontale. I conti da saldare col premier sono parecchi, a cominciare dalle nomine fatte scegliendo solo tra gli amici fidati. La buona scuola rimasta una chimera e i precari rimasti tali. Anche Battiato sfodera la versione antipalazzo e il pugno chiuso. Monica Guerritore interpreta Quelle come me di Alda Merini e presenta il conto delle femministe. Come le 341 donne disoccupate dei call center. La protesta o la contestazione sociale si alternano all'esibizione artistica griffata. Sabrina Ferilli riparte da Berlinguer, «uomo che dormiva in pace» e sembra lei la vera ideologa del «popolo di sinistra», dimenticato dal nuovo leader.

«Stasera stiamo cercando di costruire un percorso di valori che ci tengono insieme», dice Santoro. E pare che le donne siano quelle che lo aiutan di più. Dopo Guerritore e Ferilli tocca a Bianca Berlinguer. «Enrico Berlinguer era un grande leader che riempiva le piazze con centinania di migliaia di persone», ricorda Santoro, dimensionando la sua serata. Comunque, passato Berlusconi, ora c'è un nuovo nemico da colpire, da abbattere. Più sfuggente, più avvolgente, più mimetico. Travaglio sembra il più convinto. Santoro è alla ricerca della formula per rinascere, per aggiornare il suo curriculum di teletribuno. La seconda vita di capitan Achab senza Moby Dick dovrebbe ricominciare da qui. Ma ci sarà una seconda vita?

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