Rush finale sui candidati. E De Vito passa a Fi: "M5s è inqualificabile"

Nuovo vertice per le amministrative, lo strappo dell'ex grillino: "Raggi è mediocre"

Rush finale sui candidati. E De Vito passa a Fi: "M5s è inqualificabile"

L'accordo nel centrodestra sui candidati-sindaci nelle grandi città ancora non c'è, si aspettano gli ultimi sondaggi commissionati da Lega, Fdi e Fi. Per ora, a Roma il ballottaggio è sempre tra Enrico Michetti e Simonetta Matone.

E proprio nella Capitale gli azzurri vogliono dare un «segno di vitalità del partito», come dicono il vicepresidente Antonio Tajani e il commissario capitolino Maurizio Gasparri, annunciando uno «scippo» clamoroso al M5S. Marcello Di Vito, uno dei rappresentanti più in vista del movimento in Campidoglio e presidente del consiglio comunale, passa tra le loro fila e lo fa con uno schiaffo sonoro agli ex compagni di partito.

«Non ho più retto alle mille capriole ideologiche del M5s - dice, nella conferenza stampa -, prima mai con il Pd e poi alleanza con il Pd, quindi a loro dico buon Pd, buon tutto. Se mi sono sentito abbandonato per le mie vicende giudiziarie? Si, perché il comportamento dei dirigenti del movimento è stato inqualificabile, anche se tutto questo ha influito zero sulla mia scelta».

De Vito è stato il candidato 5S più votato nelle elezioni che fecero diventare Virginia Raggi il sindaca, ma a marzo 2019 è stato arrestato con l'accusa di corruzione per l'inchiesta sulla costruzione dello stadio della Roma. Dopo 3 mesi e mezzo di carcere e i domiciliari, la Cassazione lo ha fatto liberare perché le accuse non reggevano ed è tornato a presiedere l'Assemblea capitolina, anche se il caso non è chiuso, provocando una spaccatura tra i grillini. I campioni di giustizialismo (lui era tra quelli, quando voleva portare le arance ad Ignazio Marino, ora dice: «Non lo rifarei») volevano la sua testa.

Si vendica alla grande. Racconta che in Campidoglio si è avuto «un risultato mediocre con una squadra mediocre». Poi spiega: «Sono molto contento e convinto della mia scelta e pronto alle sfide che ci saranno, a partire dalle amministrative. Ho conosciuto Tajani e ho avuto impressione di grande esperienza e competenza, da gennaio avevo rapporti con Gasparri, non ho ancora parlato con Silvio Berlusconi, ma certo lui negli anni 90 è stato un grande innovatore della politica, decisamente meglio di Grillo. Da storico elettore del centrodestra, le radici liberali e liberiste di Fi mi rappresentano e ho sempre lavorato bene con gli esponenti di FdI e della Lega». Poi De Vito, che era già nel gruppo misto, conclude: «Da oggi Fi rientra in consiglio comunale dalla porta principale». A fine 2019 Davide Bordoni, coordinatore di Fi a Roma e consigliere comunale è passato alla Lega, mentre il M5S non ha la maggioranza in Assemblea Capitolina, con 24 consiglieri su 49, sindaca compresa.

Per Fi l'operazione De Vito fa parte di un piano di rilancio, che ha visto passare tra gli azzurri diversi amministratori locali. «Sono stato candidato a Roma contro Veltroni - ricorda Tajani- e abbiamo ottenuto il risultato più alto mai avuto dal centrodestra, siano stati sempre presenti nella capitale». E Gasparri spiega come è stata riorganizzata la presenza sul territorio, a partire dai municipi. Quando gli chiedono se è sempre in lizza come candidato sindaco, risponde: «La mia disponibilità c'è sempre se si volesse scegliere un politico, ma la scelta è della coalizione».

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