"Basta stangate", "No al nucleare". Alta tensione tra Lega, Pd e 5s

Il tema del rincaro delle bollette di energia elettrica e gas torna al centro del dibattito politico

"Basta stangate", "No al nucleare". Alta tensione tra Lega, Pd e 5s

Torna ad accendersi lo scontro all'interno della maggioranza che sostiene l'ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi: ancora una volta sono il caro-bollette ed il nucleare a finire al centro del dibattito.

Salvini e il nucleare

"Nel report di Bank of America sul caro energia (luce e gas) nel 2021-2022, gli italiani sono fra quelli che subiranno la stangata peggiore, quasi 1.000 euro in più a famiglia, con i rincari più alti in Europa nel 2022", ha dichiarato quest'oggi il segretario della Lega Matteo Salvini, come riportato da AdnKronos. Le misure studiate dall'esecutivo non sono sufficienti, secondo l'ex vicepremier, che chiede non solo di stanziare nuovi fondi per attutire l'impatto dei rincari, ma anche di riprendere in esame il tema relativo alla realizzazione di nuove centrali nucleari. "Il governo deve intervenire subito e con più miliardi, e occorre subito investire di più sul gas e sulla ricerca sul nucleare pulito e di ultima generazione", ha aggiunto infatti il leader del Carroccio. "Non possiamo permetterci i No ideologici di Letta e di certa sinistra".

L'affondo contro i dem e i grillini si accompagna anche ad una esplicita richiesta a Mario Draghi, finalizzata proprio a superare qualsiasi ostacolo pur di arrivare alla costruzione di nuovi impianti nucleari nel nostro Paese. "Asse Pd 5 stelle per frenare lo sviluppo del Paese e far pagare agli Italiani le bollette più care d'Europa. I reattori attivi nel mondo sono ormai ben 542, oltre 100 solo in Europa, oltre 50 solo in Francia. Draghi con chi sta? Col passato o col futuro?", ha concluso Salvini.

La replica dei 5Stelle

"Verrebbe da chiedersi quali interessi abbia la Lega dietro l'utilizzo dell'energia nucleare", replicano in una nota congiunta i senatori del Movimento CinqueStelle in commissione Industria, Commercio e Turismo, Gianni Girotto, Cristiano Anastasi, Marco Croatti, Gabriele Lanzi e Sergio Vaccaro. "Una fonte energetica vecchia, pericolosa ed estremamente costosa, soprattutto se raffrontata con le alternative rinnovabili".

"Non c'è alcuna ideologia dietro alla nostra contrarietà, ma dati di fatto", prosegue il comunicato, ricordando all'ex ministro dell'Interno l'esito dei referendum popolari sul tema e difendendo ancora una volta la cosiddetta 'transizione ecologica'. "In primo luogo il rispetto della volontà degli italiani che hanno già bocciato il nucleare e poi sui lunghi tempi di realizzazione degli impianti", si legge ancora nel documento, "è oggi che dobbiamo dare immediate risposte alle famiglie in difficoltà, non tra qualche anno, quando anche il processo di transizione ecologica avrà avuto nuovo impulso e prodotto i suoi benefici".

"Quali interessi si celano dietro alla sponsorizzazione in loop del nucleare da parte del partito di Salvini? Cosa ignorano nella Lega dei continui guai che ha la Francia con le sue centrali?", si chiedono i senatori grillini. "Perchè, se si vogliono dare risposte ai cittadini ora, si insiste sulla fonte più dispendiosa e che richiede tempi più lunghi? Al solito, il dibattito sul nucleare nel nostro paese somiglia molto al gioco delle tre carte. Per il M5s il nostro paese deve guardare avanti, non sempre indietro".

Il No di Conte

No al nucleare dunque, un concetto ribadito anche dal leader in pectore del Movimento CinqueStelle Giuseppe Conte. "Lo abbiamo detto con chiarezza, lo abbiamo scritto da mesi nero su bianco", scrive l'ex premier. "Il nucleare e il gas non fanno parte di quel futuro di cambiamento, sostenibilità e tutela ambientale che va incentivato con i soldi dei cittadini, con il denaro pubblico", conclude.

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