Il saldo e stralcio solo per i «poveri» Isee rischia di diventare un regalo agli evasori

L'allarme del commercialista: sanati finti poveri con cartelle milionarie

Il saldo e stralcio solo per i «poveri» Isee rischia di diventare un regalo agli evasori

Roma - È uno dei paradossi fiscali della manovra ultima versione. Il maximendamento non ha cambiato la natura delle norme fiscali introdotte dal governo. Il saldo e stralcio «è un vero condono», ha spiegato l'esponente di Forza Italia Renato Brunetta nei giorni scorsi.

Ora sono i professionisti a sollevare qualche dubbio. Non sul funzionamento (come per la fatturazione elettronica), o per timore che qualcosa vada storto. La sanatoria del governo rischia di non essere equa. Il governo ha previsto, proprio per non facilitare i contribuenti più ricchi, che il saldo e stralcio non si applichi a chi ha un Isee inferiore ai 20 mila euro. Potranno saldare le cartelle pagando zero sanzioni, niente interessi. Può diventare il «paradiso dei finti poveri» secondo l'esponente azzurro.

I commercialisti confermano: «Non vi è alcun limite di importo per la definizione ciò significa che anche chi ha una cartella esattoriale milionaria potrà beneficiare di tale misura purché rientri nei limiti ai fini Isee», spiega Gianluca Timpone tributarista romano. Può ad esempio succedere che chi ha evaso somme anche consistenti, calcoli nell'anno di imposta da sanare redditi inferiori a quelli dichiarati. Per come è adesso la norma, anche nel caso in cui emerga l'eventuale evasione, la sanatoria resta valida. «Sarebbe servita una clausola di salvaguardia per casi simili a questi», spiega Timpone. In sostanza, la possibiltà di revocare la sanatoria nel caso in cui l'Isee non sia veritiero.

Spiega ancora il commercialista romano: Il reddito ai fini Isee dovrebbe tenere in considerazione l'ultima dichiarazione presentata per l'anno 2017.

Può succedere che proprio in quell'anno il contribuente abbia lavorato poco, mentre «per gli anni pregressi il reddito è risultato ben più elevato». Anche in questo caso «potrà beneficiare di uno sconto importante, a discapito magari di chi ha avuto redditi bassi nei periodi ante 2017 mentre per il solo 2017 è risultato aver guadagnato di più e dunque si troverà escluso dalla sanatoria». La soluzione sarebbe stata semplice: considerare il reddito Isee «nella media dei redditi dichiarati negli ultimi 5 anni».

Due pesi e due misure. Ancora peggio se si considera il trattamento riservato a chi ha aderito alla rottamazione bis è non è riuscito a pagare le rate con scadenza fino ad ottobre 2018 entro il 7 dicembre. «Ad oggi non solo non può presentare istanza per la rottamazione ter ma dovrà corrispondere per intero le imposte originariamente non pagate senza sconti su sanzioni ed interessi in un unica soluzione pena l'avvio di azioni esecutive e cautelative dal arte dell'agenzia entrate riscossione.

Tale previsione si pone in aperto contrasto con lo spirito di pace fiscale perché rischia di penalizzare quei contribuenti davvero onesti». Insomma, troppo generosi con potenziali evasori che si dichiarano poveri, inflessibili con chi non ha nascosto niente e non ce la fa a pagare.