Domenica tragica sulla neve in Friuli-Venezia Giulia. Uno scialpinista morto, uno ferito e altri quattro salvi: è il bilancio di due slavine che sono cadute nel primo pomeriggio di ieri a Casera Razzo, al confine tra la regione del nord-est e il Veneto, e a Sella Nevea, in provincia di Udine. Un bilancio che avrebbe potuto essere ben più tragico, visto che la prima delle due valanghe è stata di notevoli dimensioni, con un fronte di oltre 50 metri e un dislivello di circa 50.
Il primo allarme è scattato poco dopo le 14 a Casera Razzo, con una telefonata al 112 di una persona che aveva assistito al distacco della valanga, a 1.800 metri di quota, non lontano dal Col Merende e da Forcella Tragonia, e notato che una persona era stata travolta. I soccorsi sono stati immediati, anche perché poco lontano era in corso un'esercitazione del Soccorso Alpino con una unità cinofila da valanga. I soccorritori hanno anche chiamato rinforzi, ma nonostante gli sforzi, in condizioni meteorologiche inclementi, la persona è stata trovata senza vita soltanto dopo varie ore di ricerche sotto un metro di neve.
Alla prima telefonata di soccorso è seguita una seconda chiamata per un evento analogo: una valanga a Sella Nevea, a circa 2mila metri di quota lungo l'itinerario di scialpinismo che conduce da Sella Ursic alla Conca Prevala. Il fronte nevoso ha travolto una persona che stava facendo un'escursione insieme con quattro amici, tutti di nazionalità slovena, che hanno miracolosamente evitato di essere sepolti. Sono stati proprio i compagni ad estrarre l'amico dalla neve. Le sue condizioni non sembrano preoccupanti, è sempre stato cosciente sebbene con molti traumi e in ipotermia.
Gli incidenti si sono verificati in un contesto di spiccata instabilità del manto nevoso.
L'ultimo bollettino della Protezione Civile Regionale aveva previsto per ieri un grado di pericolo 3 (marcato) sopra i 1.400 metri per la presenza di neve fresca e la formazione di lastroni da vento in prossimità di creste e canaloni, oltre a strati fragili persistenti nascosti nei pendii ombreggiati.