"Torna la Fornero? Ecco chi la vuole". È guerra sulle pensioni

Il leader della Lega contro il Partito democratico: "Vuole rubare anni di vita a milioni di lavoratori e rubare la possibilità di un lavoro a milioni di giovani?"

"Torna la Fornero? Ecco chi la vuole". È guerra sulle pensioni

Tra i vari ostacoli che il governo Draghi dovrà superare ve n'è uno piuttosto divisivo, che inevitabilmente infuocherà il dibattito all'interno della maggioranza: a fine 2021 scadrà quota 100, la riforma pensionistica partorita dall'esecutivo gialloverde nel 2018. Come si procederà? C'è chi ha addirittura rievocato un ritorno della legge Fornero, con la Lega però che più di una volta ha già avvertito che è pronta a fare battaglia. Un concetto ribadito di recente da Matteo Salvini, che ha ribadito la totale contrarietà alla norma dell'ex ministro del Lavoro del governo Monti.

Salvini contro la legge Fornero

Il leader del Carroccio già nei giorni scorsi sui propri canali social aveva sollevato il tema di un possibile ritorno della legge Fornero, lanciando un avvertimento chiarissimo agli altri partiti che compongono la variegata maggioranza: "Ritorno alla legge Fornero, come vuole il Pd? Mai". E questa mattina ha rincata la dose, mettendo nel mirino soprattutto il Partito democratico: "Pd e Confindustria vogliono il ritorno al passato con la Legge Fornero, rubando anni di vita a milioni di lavoratori e rubando la possibilità di un lavoro a milioni di giovani? Dalla Lega un secco no".

La battaglia sulle pensioni

È dunque già partita la battaglia politica sulle pensioni. Era stato lo stesso Salvini ad anticipare la volontà della Lega di lavorare per prolungare la vita di quota 100 almeno fino al prossimo anno: "Quota 100 è viva, costa 400 milioni e io lavoro perché resti anche nel 2022. Meglio avere un 25enne che sa tutto dei computer o un 63enne stanco?". Del parere opposto Matteo Renzi, che ha accusato il suo avversario di fare "campagna elettorale permanente perché sa che questa cosa non è possibile". Il numero uno di Italia Viva giudica quota 100 "un meccanismo populista fatto solo per dare risposte social e dire 'abbiamo abolito la Fornero'".

Come andare subito in pensione

Nel frattempo l'Inps ha pubblicato la sua guida, indicando le tre vie da seguire per lasciare il lavoro prima dell'età prevista per la pensione di vecchiaia. Quota 100 è la prestazione economica riconosciuta dall'Ente a coloro che maturano 38 anni di contributi a 62 anni di età compiuti tra 1 gennaio 2019 e 31 dicembre 2021.

La pensione anticipata è una prestazione economica riconosciuta dall'Inps ai lavoratori che maturano i requisiti contributivi previsti dalla legge, a prescindere dall'età anagrafica. Il requisito principale riguarda la cessazione del lavoro dipendente, anche se si può proseguire l'attività da autonomo. Fino al 31 dicembre 2026 è necessario il raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, mentre per le donne è di 41 anni e 10 mesi di contributi.

Infine l'opzione donna è la prestazione erogata alle lavoratrici dipendenti e autonome che maturano i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2020. Risulta attivabile se al 31 dicembre 2020 la lavoratrice ha compiuto 58 anni (dipendente) o 59 (autonoma), maturando 35 anni di contributi.

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