Contro Salvini il post choc del militante rosso

Militante della sinistra ha prima ha pubblicato e poi cancellato il fotomontaggio di Salvini prigioniero delle Brigate rosse: deputato della Lega chiede di indagare

Contro Salvini il post choc del militante rosso

L'illusione di un clima politico disteso o, comunque, non ostile, è durata appena qualche settimana. A finire nuovamente nel mirino è stato Matteo Salvini, vittima di un fotomontaggio da parte di un militante genovese de 'La Sinistra'. Il leader della Lega è stato ritratto imbavagliato e legato con alle sue spalle la bandiera delle Brigate Rosse, una foto che circola da anni e periodicamente viene condivisa con sprezzo dai suoi detrattori. Un post assimilabile a una minaccia, accompagnato dalla scritta: "Non succede... Ma se succede...". Immancabile il pugno chiuso nella caption di quell'immagine, che ha destato non poche preoccupazioni per una nuova stagione di minacce social.

Per quanto si tratti solo di un fotomontaggio, la visione di quell'immagine ha richiamato ai più i tristi ricordi delle immagini del rapimento del professor Aldo Moro. Ad scoprire e denunciare questo verognoso fotomontaggio è stato il deputato della Lega Edoardo Rixi, responsabile nazionale Infrastrutture e commissario Lega Liguria, che su Facebook gli ha dedicato un lungo post. "Il post è comparso sul profilo del militante genovese intorno alle 23 e nel corso della notte è stato cancellato", ha scritto Rixi, che ha mantenuto le prove di quanto visto. Il post di Edoardo Rixi è ricco di dettagli e di elementi utili a capire chi si cela davvero dietro quel profilo Facebook e come si muove sui social ma non solo: "Scorrendo sul profilo La Sinistra - Liguria, è evidente la militanza di F.P. con tanto di foto del maggio 2019 a un banchetto del partito durante una campagna elettorale, affiancato anche da Davide Ghiglione, oggi capogruppo della sinistra al V Municipio di Genova". Il richiamo al terrorismo brigatista degli anni Settanta è difficile da ignorare, così come il messaggio che l'autore di questo fotomontaggio ha voluto far passare, come sottolinea lo stesso deputato della Lega: "Un'azione che nulla ha a che vedere col confronto politico usato per fomentare l'odio e cavalcare l'ignoranza".

Di minacce e attacchi gravi come questo contro Matteo Salvini se ne registrano tanti sul web. Edoardo Rixi in questo caso specifico ha deciso di non chiudere un occhio ma di arrivare fino in fondo per scoprire cosa ci possa essere dietro un gesto così forte: "Ci attendiamo da stampa, Digos e magistratura di Genova la stessa attenzione riservata ad altri fatti dei giorni scorsi con indagini sull'autore del gesto e una forte presa di posizione contro il terrorismo rosso, senza fare pesi e misure diversi". L'intento di Rixi è anche quello di aprire una dibattito "sull'odio e l'istigazione alla violenza che trovano spazio sui social, con indagini vere e approfondite sull'autore di questo gravissimo gesto".

In queste ore anche Matteo Salvini, protagonista e vittima del fotomontaggio, ha voluto dire la sua in merito: "Questo il post delirante di un militante della Sinistra genovese, uno di quelli 'buoni', bandiera della pace sempre in vista, che auspica io venga assassinato dalle Brigate Rosse". Il leader della Lega, in chiusura del suo post Facebook, rilancia e non si lascia intimorire: "Sulla violenza politica e sulle ferite profonde della nostra storia nazionale non si scherza. Se pensano di spaventarmi con queste minacce, hanno trovato la persona sbagliata. Avanti a testa alta!". Duro anche l'intervento del deputato della Lega Igor Iezzi, che ha ripreso le parole di Salvini e realizzato un fotomontaggio in cui mostra il legame tra l'autore del post e la Sinistra.

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