Salvini a muso duro: "Espelleremo la ricca fuorilegge tedesca"

Salvini: "Dalla giustizia mi aspetto pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani e ha ignorato ripetutamente le nostre leggi"

Salvini a muso duro: "Espelleremo la ricca fuorilegge tedesca"

Non si abbassa il polverone politico sulla Sea Watch. I nervi tra Germania e Italia restano infatti molto tesi, con il governo Conte che conferma la sua linea: il caso Carola Rackete è in mano alla magistratura e bisogna attendere "con rispetto" le decisioni dei giudici. La delicatezza della questione non sfugge però al capo di Stato, Sergio Mattarella, che da Vienna richiama tutti all'ordine: "Auspico un abbassamento generale dei toni per affrontare con serenità e concretezza le questioni". Tutto ruota attorno alla capitana tedesca dell'imbarcazione della Ong, fermata tra venerdì e sabato e alle prese con l'interrogatorio ad Agrigento.

"Dal nostro punto di vista, il principio dello stato di diritto può portare soltanto al rilascio di Carola. Lo chiarirò di nuovo all'Italia - ringhia il ministro degli Esteri di Berlino, Heiko Maas in un post su Facebook - A livello europeo: la discussione sulla distribuzione dei rifugiati non è degna e bisogna smettere". Parole che fanno il paio con quelle di 24 ore prima del presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ("Ci aspetteremmo che un Paese come l'Italia gestisca casi del genere in modo diverso") e che non possono lasciare indifferente il nostro esecutivo, al momento fermo sulla linea dura del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Dagli altri paesi europei, Germania e Francia in primis, mi aspetto silenzio e rispetto - affonda il Capitano leghista - In ogni caso, siamo comunque pronti ad espellere la ricca fuorilegge tedesca". E ancora: "Dalla giustizia mi aspetto pene severe per chi ha attentato alla vita di militari italiani e ha ignorato ripetutamente le nostre leggi".

Non ci sono crepe al momento sul tema e anche Luigi Di Maio lo ribadisce in diretta social: "Sui migranti non ci dobbiamo lasciar dividere, dobbiamo essere compatti e lavorare sul medio e lungo termine". Da Bruxelles ecco allora che interviene in maniera secca il premier Giuseppe Conte, reduce da un colloquio con la cancelliera Angela Merkel. "Mi ha chiesto della comandante tedesca", dice ai cronisti, spiegando di aver chiarito che "in Italia come in Germania il potere esecutivo è distinto da quello giudiziario.

Il presidente del Consiglio non può raccomandare il comportamento dei giudici". Il caso è e rimarrà "nelle mani della magistratura". Anzi, Conte punzecchia Frau Angela e svela di aver chiesto notizie sull'esecuzione "della pena dei due manager condannati per la Thyssen".

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