La situazione è delicata, con i rischi per l'Italia che sono "elevatissimi", specie per l'impennata dei costi dell'energia e dei carburanti. E visti anche i recenti risultati elettorali, condizionati dalle guerre e dalla difficile congiuntura economica, il vicepremier Matteo Salvini mette nel mirino l'Ue, il nemico di sempre, e insiste sulla possibilità di uscire dai "vincoli di bilancio insensati e insostenibili imposti da Bruxelles". Al raduno dei Patrioti di sabato in piazza Duomo si parlerà soprattutto di questo. Al centro ci sarà anche il contrasto all'immigrazione clandestina ma la parola "remigrazione" sembra quasi sparita dalla piattaforma. "Sarà una piazza per la pace - spiega Salvini - e per un'idea di Europa diversa da quella governata da von der Leyen". La Lega chiede una deroga del Patto di Stabilità per "sterilizzare qualsiasi aumento del costo di energia, luce, gas e gasolio per tutto il 2026" e bloccare i prezzi al pre-guerra in Iran. Concedere aiuti di Stato per coprire gli extra costi "è un pannicello caldo che non basta" secondo Salvini: "I soldi degli italiani - osserva - vanno usati per aiutare gli italiani. Se non derogheranno, il governo non starà a guardare e ad aspettare che le imprese falliscano e le famiglie siano sempre più in difficoltà". Sabato l'appuntamento è in Porta Venezia, da dove la Lega partirà in corteo nonostante le proteste della sinistra.
Con Salvini ci saranno anche il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella e l'olandese Geert Wilders, mentre non ci sono ancora conferme su Viktor Orban dopo la sconfitta alle elezioni ungheresi. Il Carroccio porterà in Duomo "più di mille amministratori locali", con il corteo che sarà aperto e chiuso dagli agricoltori a bordo dei loro trattori: "La Lega li ha sempre difesi, sono tra le prime vittime del caro energia e carburanti". Insomma, "tutte le polemiche sul Remigration summit, razzismo e islamofobia sono isteria della sinistra, non sarà nulla di tutto ciò" sottolinea Salvini che parla della "prima grande manifestazione di centrodestra dopo la sconfitta al referendum".
Le guerre non aiutano, né in economia né nei rapporti internazionali, complicati dalle sfuriate di Donald Trump. Quella in Iran "stando a Trump è già finita parecchie volte. Eppure non è ancora finita" la frecciata di Salvini verso il presidente Usa, che si è scagliato anche contro la premier Giorgia Meloni. Un errore e una caduta di stile, per Salvini, che comunque non rovina il rapporto con gli Stati Uniti che "rimane a prescindere dai presidenti". Però, puntualizza, "mi è dispiaciuto perché il governo italiano ha avuto sempre un atteggiamento equilibrato e costruttivo. Dagli amici qualche consiglio lo devi ascoltare". E comunque "già gli attacchi al governo italiano e a Meloni sono sgradevoli, ma tornare ogni giorno ad attaccare e tirare in ballo continuamente il Santo Padre...spero che si torni alla serenità". Se il conflitto andasse avanti "sarebbe impensabile investire miliardi in sicurezza e difesa, e non farlo per luce, gas e gasolio" commenta Salvini spostando di nuovo il focus sulla Ue.
Il leader della Lega rilancia anche sullo stop al bando del gas russo: "È vero che il problema si porrà a gennaio 2027, ma già ora per allora bisogna mettere in sicurezza l'Italia". Sul tema, però, Meloni è apparsa piuttosto prudente: "Nella maggioranza possono esserci punti di vista diversi - conclude Salvini - che però non mettono a rischio la compattezza e la stabilità".