Salvini risponde a Camilleri: "Io gerarca fascista? È ridicolo"

Intervistato da Paolo del Debbio durante l'ultima puntata di "Dritto e Rovescio", Matteo Salvini ha risposto di nuovo alle accuse di Andrea Camilleri: "Mi piacciono i suoi libri e lo rispetto come persona, ma darmi del gerarca fascista è ridicolo"

Salvini risponde a Camilleri: "Io gerarca fascista? È ridicolo"

Matteo Salvini contro Andrea Camilleri. Ma con una dolcezza quasi paternalistica. Dopo le parole con cui il creatore del commissario Montalbano lo aveva definito "un perfetto gerarca fascista" in un'intervista a Radio Radicale, il ministro dell'Interno è tornato sul'argomento nel corso dell'ultima puntata di "Dritto e Rovescio", il nuovo talk show di Paolo Del Debbio trasmesso su Rete 4.

Imbeccato dal giornalista, Salvini si è rivolto con garbo a Camilleri: "Mi piacciono i suoi libri, mi piace Montalbano e porto enorme rispetto a chi ha lavorato una vita ed è arrivato a quest'età e ci metterei la firma. Ma che io abbia le sembianze, la testa o l'azione politica di un gerarca fascista è semplicemente ridicolo, con tutto il rispetto che porto per lui. Non so se parli seriamente o meno".

Una parziale marcia indietro rispetto a qualche giorno fa, quando Salvini aveva liquidato su Facebook le accuse di Camilleri con questa frase: "Fascista, nazista, razzista... Quando non hanno argomenti, ai sinistri non rimane che questo stanco ritornello. Io tiro dritto". Il papà di Montalbano non ha mai nascosto la sua antipatia nei confronti del segretario della Lega. E proprio nell'intervista a Radio Radicale aveva detto: "È tutto un gran tornare indietro. Torna indietro, torna indietro e arriveremo finalmente al ’22, che è quello a cui segretamente tanti politici aspirano. Mi creda, ho 93 anni e ho conosciuto i gerarchi fascisti. Salvini sarebbe stato un meraviglioso federale di Mussolini".

In passato Camilleri si è già espresso più volte contro il vicepremier, definendo il suo operato una "nazista volgarità" e il suo consenso "brutto" per il suo far venire alla luce un'Italia "razzista". Mai, però, gli aveva dato del fascista.

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