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Sanità pugliese al collasso. La Corte dei Conti: 10 milioni di danni

Il report delle toghe contabili: nel mirino anche il turismo. Il governatore Decaro dà la colpa al governo

Sanità pugliese al collasso. La Corte dei Conti: 10 milioni di danni
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È scontro tra la Corte dei Conti e la Puglia. In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario contabile, infatti, il presidente della Corte locale, Pasquale Daddabbo, ha illustrato una relazione da cui emergerebbero oltre 10 milioni di danni erariali. Le vicende richiamate nella relazione riguardano finanziamenti provenienti da diversi programmi pubblici e comunitari. Tra i casi citati dal presidente c'è quello da 4 milioni di euro contestato a un'impresa della provincia di Lecce, che avrebbe percepito indebitamente finanziamenti pubblici relativi al settore turistico, giustificandoli con fatture per operazioni inesistenti.

Ma al centro c'è anche, e soprattutto, il tema della sanità. E, come spiegato da Carmela De Gennaro, la procuratrice regionale della Corte nella medesima occasione "mi sembra che sia abbastanza evidente che la legislatura regionale ha grossissimi problemi, soprattutto sotto il versante sanitario, quindi forse il legislatore dovrebbe porre un po' più attenzione a queste problematiche piuttosto che pensare all'organizzazione della Corte dei conti, anche perché la Corte dei conti, sia sotto funzioni giurisdizionali sia sotto le funzioni di controllo, è l'unico vero e proprio presidio per la tutela di una corretta e sana gestione delle risorse pubbliche, e quelle regionali sono chiaramente delle risorse fondamentali per la collettività territoriale".

Ed è proprio su questo fronte che c'è stato lo scontro principale, perché il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha preferito non fare un mea culpa tentando di portare il discorso su altri binari, sostenendo che si tratti di un problema a livello nazionale e non prettamente pugliese, come invece sostenuto dalla sua interlocutrice: "Abbiamo evidenziato più volte come ci sono dei costi che aumentano. Il costo dell'energia, pensiamo a quello che sta accadendo in questi giorni, i costi del personale perché si modificano i contratti con il personale e gli operatori sanitari, ci sono i costi farmaceutici che tendono ad aumentare per i farmaci innovativi, quindi c'è una crescita che viene sancita dal ministero che stabilisce che quest'anno c'è stato un aumento di oltre il 4%".

I numeri, però, non mentono. E a ricordare gli ammanchi era stato recentemente proprio il consigliere regionale Napoleone Cera: "Secondo le stime più recenti, nel 2025 il disavanzo sanitario della Puglia potrebbe toccare i 360 milioni.

Il disastro della sanità pugliese non è più solo un problema di bilancio: è una vera e propria emergenza che colpisce la salute e le tasche dei cittadini". Purtroppo, però, non è un problema che riguarda solo quell'annata e forse sarebbe il caso che il vento, almeno su un tema cruciale come la sanità, cambiasse per il bene dei pugliesi.

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