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"Sapienza? I collettivi hanno cercato il pretesto per gridare al fascismo"

Il deputato meloniano Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale, racconta come e quanto i collettivi universitari siano illiberali e violenti

"Sapienza? I collettivi hanno cercato il pretesto per gridare al fascismo"

“Si trattava di un semplicissimo convegno di approfondimento sul capitalismo, da realizzare alla facoltà di Scienze Politiche”. Il deputato di Fratelli d'Italia, Fabio Roscani, presidente di Gioventù Nazionale, descrive così il convegno che è stato boicottato dai collettivi universitari dell'Università Sapienza di Roma e a cui non ha potuto partecipare soltanto perché si trovava in Aula per votare la fiducia al governo Meloni.

Perché quel convegno era così pericoloso per la sinistra universitaria?

"Io non credo che il convegno con Capezzone, a cui avrei dovuto partecipare anche io ma purtroppo sono stato impossibilitato per motivi lavorativi fosse pericoloso per la sinistra universitaria. Nulla di assurdo. I collettivi di sinistra hanno semplicemente preso la palla al balzo per uscire dalle loro Aule Occupate, dire che esistono ancora e gridare al pericolo fascismo. O forse per cercare visibilità in vista delle elezioni universitarie che si terranno a breve. Insomma, nulla di nuovo. La solita sterile e inutile retorica".

Perché è dovuta intervenire la polizia?

"La polizia è presente in Ateneo per tutelare la sicurezza degli studenti, di tutti gli studenti. Erano giorni che i collettivi pubblicavano sui social locandine in cui dichiaravano chiaramente che né io, né Capezzone eravamo ben accetti e per questo avrebbero fatto di tutto per impedire che il convegno si concretizzasse. La violenza non è mai apprezzabile, a maggior ragione in un’università, però é necessario tutelare chi si trovava lì democraticamente e pacificamente. Senza dimenticare che i collettivi di estrema sinistra hanno cercato di forzare il cordone per poter entrare e fermare il convegno. La domanda da farsi é: “cosa sarebbe successo se le forze dell’ordine non fossero state presenti?”

Secondo lei, la rettrice ha delle responsabilità? Si dovrebbe dimettere?

"E perché mai? La rettrice ha assicurato il corretto svolgimento di un convegno che era stato regolarmente autorizzato. Per questo a lei va solamente la mia solidarietà e il mio ringraziamento".

Cosa pensa del fatto che l'occupazione "vada in ferie" per il ponte?

"Si commentano da soli. Questo fatto dimostra la totale mancanza di interesse reale nei confronti dell’Università e che si trattava solamente di un pretesto. Probabilmente hanno paura che con il governo Meloni l’Università pubblica possa diventare un luogo di studio, approfondimento e confronto per davvero e non più l’auletta occupata dove farsi le canne con i compagni 10 anni fuori corso. Per dirla con le parole di Donzelli dovrebbero mettere uno striscione “Hasta la vacanza per il ponte siempre”.

I ragazzi dei collettivi vorrebbero impedire ai politici di parlare nelle università. Lei cosa ne pensa?

"Non vedo una cosa intelligente non invitare i politici nelle università. Com'è sempre stato, tutte le associazioni universitarie hanno la facoltà di organizzare degli approfondimenti di politica di qualsiasi partito. Noi ne abbiamo organizzato anche con esponenti anche di sinistra perché crediamo nel libero confronto tra diverse opinioni che crediamo arricchisca il percorso di formazione degli studenti. Questo non ha nulla a che fare con la democrazia, ma solo con la violenza dei collettivi. Noi non ci saremo mai permesso di interrompere una loro iniziativa".

Quello di martedì è un evento isolato oppure i collettivi studenteschi censurano abitualmente le vostre iniziative?

“Non è purtroppo un evento isolato. Tralasciando la campagna elettorale dove l’estrema sinistra ha perennemente alzato il clima di tensione con le loro proteste quasi mai pacifiche, anche dentro gli atenei accade la stessa cosa. Solamente qualche settimana fa, durante un banchetto alla facoltà di Economia, hanno rovesciato i nostri banchetti e minacciato i nostri ragazzi. Ma rispondiamo con il sorriso, con le nostre idee, con la rappresentanza universitaria. Non esistono i nemici, ma solo chi la pensa diversamente da te. Il nostro atteggiamento credo sia la strada giusta per un libero e sereno confronto democratico sul futuro dei giovani e dell’università. Mi auguro che questo sia compreso da tutti perché solo in questo modo costruiremo davvero un’Italia migliore”.

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