Sardine contro Montanelli: "Simbolo di un passato di cui vergognarsi"

La portavoce nazionale delle sardine polemizza sull'attacco alla statua di Montanelli: "Non si imbratta un'opera d'arte, ma bisogna capire cosa rappresenta quella storia lì in questo momento"

Sardine contro Montanelli: "Simbolo di un passato di cui vergognarsi"

"Protestare contro il razzismo nel 2020 è assurdo, soprattutto dopo tutto quello che è successo in questi anni a livello globale, evidentemente non abbiamo fatto i conti con la storia". Jasmine Cristallo, portavoce nazionale delle sardine è tra le prime ad arrivare a Villa Pamphili per dare man forte ad Aboubakar Soumahoro, sindacalista italo-ivoriano e paladino dei diritti dei braccianti stranieri. L’uomo che è riuscito a strappare un incontro con il premier Giuseppe Conte, incatenandosi ad una panchina di Villa Pamphili, a pochi passi dalla location della kermesse degli Stati Generali dell’Economia.

"Ci sentiamo soffocare", grida Soumahoro con le catene ai polsi mentre denuncia le condizioni dei suoi connazionali sfruttati. Una protesta che va in scena mentre in tutto il mondo le città sono infiammate dalle rivolte per i diritti dei neri, scoppiate dopo l’omicidio di George Floyd a Minneapolis. Una situazione espolosiva, che a Milano è sfociata nell’assalto alla statua dedicata ad Indro Montanelli nei giardini di via Palestro.

Il monumento al giornalista e scrittore italiano, posizionato dove nel 1977 un commando delle Brigate Rosse gli sparò alle gambe, è stato preso di mira con vernice rossa e bombolette spray dal collettivo studentesco Lume, Laboratorio universitario metropolitano. Un gesto infame che ha scatenato fortissime polemiche. "Sicuramente un'opera d’arte non dovrebbe essere imbrattata", commenta la Cristallo. "Ma – aggiunge subito dopo - bisogna anche capire simbolicamente cosa rappresenta quella storia lì in questo momento".

Si riferisce al matrimonio di Montanelli con Destà, ragazzina etritrea comprata e presa in sposa durante gli anni passati da volontario in Africa. "Rivendicare l’acquisto di una bambina di 12 anni in tempi che non sono poi così distanti da noi non è eticamente concepibile", continua l'attivista. "Anche allora – prosegue – il madamato era moralmente additato e discutibile". "Dimenticare quella parte della storia e farla passare come un qualcosa che deve essere contestualizzato io la trovo una cosa assurda", attacca la portavoce delle sardine che parla di "un etnocentrismo spaventoso, di un razzismo e di un colonialismo spicciolo".

È una parte di storia che, non ha dubbi, "gli italiani dovrebbero approfondire" e alla quale dovrebbero guardare "con un po’ di vergogna". Vergogna, spiega Cristallo, "per quello che siamo riusciti a fare in quei luoghi, gli stessi luoghi che si trovano nelle condizioni in cui si trovano anche per colpa nostra, i primi ad usare i gas siamo stati noi". "L’Italia ha gravissime responsabilità rispetto alle campagne coloniali", chiarisce. Tornando all’attualità, secondo la portavoce del movimento, "quello che sta accadendo nelle piazze è il sintomo di qualcosa con cui non abbiamo mai fatto i conti veramente".

"La situazione dei braccianti, ad esempio, è indecorosa – denuncia - siamo una repubblica basata sul lavoro, non possiamo accettare che il lavoro sia così sfruttato e che le condizioni di alcuni lavoratori rasentino la schiavitù". La battaglia per la regolarizzazione di tutti i migranti arrivati nel nostro Paese e l’inversione di rotta delle politiche migratorie "è una battaglia di civiltà", afferma, convinta che il governo Conte non abbastanza fatto abbastanza per garantire l’inculsione degli "invisibili".

"La sanatoria della Bellanova? Non è sufficiente, lo dicono i fatti", continua la portavoce delle sardine. L’esecutivo, secondo lei, ha agito con un atteggiamento "utilitaristico". "È l’inizio di un qualcosa ma una reale volontà di andare a fondo non c’è ancora", conclude, invocando l'abolizione dei decreti sicurezza.

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