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"Fogna a cielo aperto": ecco cosa non vede il sindaco di Lampedusa

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, al Giornale.it attacca l'ex ministro. Ma la realtà è un'altra: poliziotti sul piede di guerra per i rischi legati all'invasione dei migranti

"Fogna a cielo aperto": ecco cosa non vede il sindaco di Lampedusa

L’ultimo sbarco, di 24 persone, c’è stato ieri mattina. Il giorno prima ad approdare sulla maggiore delle isole Pelagie, che da qualche settimana ha ricominciato ad accogliere i vacanzieri, erano stati in 700. Numeri che sembrano destinati ad aumentare nei prossimi giorni, suscitando polemiche e timori connessi alla diffusione della variante Delta tra gli stranieri, dopo la notizia, diffusa dalla stampa locale, della positività di dieci migranti bengalesi sbarcati sul molo Favaloro alla ex variante indiana. Il sindaco dell’isola, Totò Martello, aveva previsto che sarebbe stata un’estate problematica sul fronte degli arrivi. Ma attacca chi parla di emergenza sanitaria sull’isola.

"Non sono preoccupato, perché i casi non sono stati scoperti a Lampedusa", taglia corto quando lo raggiungiamo al telefono. "A Lampedusa - spiega - hanno fatto solo il tampone. I migranti, che risultavano asintomatici, subito dopo lo sbarco sono transitati per l’hotspot dove sono stati sottoposti allo screening e subito portati sulla nave quarantena". Nessun contatto, quindi, assicura, tra i migranti positivi, che erano tutti asintomatici, e i cittadini dell'isola. "Qui - rivendica Martello - siamo tutti vaccinati, l'85 per cento della popolazione ha ricevuto già la seconda dose e nei prossimi giorni questa percentuale salirà al 90 per cento". Lampedusa, ci tiene a sottolineare, è "un'isola Covid free" e chi parla di varianti spaventa soltanto "chi vorrebbe venire a trascorrere le vacanze sull’isola".

"Se si continua a fare allarmismo e speculazione politica su Lampedusa, il turismo si compromette", attacca il sindaco, che si dice pronto a chiedere "il risarcimento dei danni di immagine per le nostre attività commerciali al governo italiano". "Poi - aggiunge - il governo italiano deciderà se chiederli a sua volta all’Europa". "I migranti - assicura - non vanno in giro liberamente sull’isola, né sulle spiagge, né su via Roma, né sul molo. E poi non è che ogni giorno ne arrivano 700".

L'estate, però, si preannuncia calda. Nell'hotspot di contrada Imbriacola, ci dice il primo cittadino, sono stati riparati alcuni padiglioni e la capienza effettiva, rivendica, "ora è di 500 persone, non di 250 come scrivono i giornali". Ma è vero anche che lo scorso fine settimana sull'isola sono sbarcate mille persone in poche ore. Tanto che il sindacato di polizia Coisp aveva lanciato l'allarme sulla situazione nella struttura. "I migranti appena sbarcati hanno dovuto dormire all'esterno per mancanza di posti letto e la zona circostante è diventata una vera e propria fogna a cielo aperto", denunciava il presidente dell'organizzazione Domenico Pianese.

Anche il sindaco, dopo un po', è costretto ad ammettere che la situazione, in certi frangenti, non sia proprio tutta rose e fiori. "È normale che se in un giorno arrivano mille persone il livello sanitario e di sicurezza diminuisce". "C'è da dire, però, - aggiunge subito dopo - che chi arriva non resta qui un mese. I migranti rimangono il tempo necessario per fare il tampone ed essere trasferiti sulle navi". Perché, allora, ha chiesto di incontrare Draghi? "Tra non molto - risponde Martello - ci sarà una riunione a Bruxelles in cui si parlerà di immigrazione e vorrei far conoscere al presidente del Consiglio l’esperienza diretta che stiamo vivendo a Lampedusa, non possiamo continuare a vivere nell’emergenza, in Italia si discute solo di accoglienza ma non c’è una discussione seria sul problema delle migrazioni".

Più o meno la stessa posizione sostenuta da Matteo Salvini, che ieri, proprio come Martello, ha fatto sapere di voler affrontare la questione con il premier, perché l’Italia "ha bisogno di turisti e non di barconi". Il sindaco lampedusano, però, non vuole essere associato al leader leghista.

"Salvini abbia il coraggio di fare una proposta in Parlamento invece di fare proclami sui giornali. Altrimenti sono solo annunci o propaganda". "Non serve - rimarca - urlare che ci sono i porti chiusi, è un’impostazione sbagliata per un problema molto più complesso".

Eppure quando il leghista dal Viminale tuonava contro scafisti e Ong gli sbarchi erano crollati. Dal 1 gennaio al 16 giugno di quest'anno, secondo i dati ufficiali del ministero dell'Interno, sono arrivati in Italia 18.170 stranieri, contro i 2.160 del 2019. Ma quando lo facciamo presente al sindaco lui replica piccato: "Sta sbagliando, i numeri stavano già diminuendo perché il suo predecessore, Marco Minniti, aveva fatto un accordo con la Libia". "La parabola era già discendente e Salvini ha raccolto i frutti di quella intesa", è la tesi di Martello. "Ora Salvini è al governo, - incalza - perché i porti continuano ad essere aperti?".
"Il governo italiano e l’Europa - denuncia il sindaco - non hanno una soluzione. Manca una politica sull’immigrazione. A Bruxelles si parla esclusivamente di rifugiati, ma qui arrivano soltanto migranti economici. E per loro è inutile battere i pugni in Europa, perché l’Europa non li vuole. A Bruxelles non c’è una strategia, ma solo chiacchiere". La ricetta per fermare l'immigrazione illegale, secondo il primo cittadino, è quella di "fare accordi con i Paesi d’origine, attivare dei corridoi umanitari per permettere alle persone di arrivare in modo regolare e attenersi al Global Compact dell'Onu". Ma il documento delle Nazioni Unite, in passato, è stato criticato proprio per il fatto di aprire ad una migrazione sì legale, ma incontrollata e senza regole.
"Se si continua a parlare solo di accoglienza - conclude il sindaco lampedusano - il problema non si risolverà mai. Bisogna sedersi attorno ad un tavolo ed elaborare una strategia che non faccia gli interessi dei partiti, ma quelli della nostra nazione".
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