"Contro di me ci sono giornali di destra e un governo di mafiosi che voleva controllare i magistrati". L'ex Pg di Palermo Roberto Scarpinato (foto) approfitta degli amici francesi del Fatto di Mediapart e si fa intervistare dentro il Palazzo di Giustizia di Parigi per sparare fango sull'Italia, dipingendosi come una vittima politica e non come un ex magistrato sfiorato dal sospetto di aver insabbiato un'indagine nella quale sono morti Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, come sostiene la Procura di Caltanissetta.
Et voilà la désinformation. Davanti i microfoni del giornalista Edwy Plenel, già direttore di Le Monde, l'ex magistrato ne ha per tutti: mafiosi e criminali sono anche Donald Trump e Benjamin Netanyahu "che minacciano procuratori e giudici delle corti internazionali con il loro potere diventato mafioso perché non si adattano alle loro politiche". È in nome "del diritto internazionale" che Scarpinato scende in campo: "Dismessa la divisa di magistrato continuo ad avere quella di uomo di Stato". E qui la narrazione distorta continua: "Vogliono impedirmi di accedere alla commissione Antimafia, mi attaccano perché parlo da uomo di Stato". Ma Scarpinato non dice che concordava con l'ex pm Gioacchino Natoli, indagato per mafia, la sua audizione. E un uomo di Stato mai attaccherebbe il suo Paese all'estero: "So che molti di loro sono stati complici dei mafiosi, so che sono corrotti. E lì ci sono i loro amici, i loro seguaci. Ed è una guerra, perché io li denuncio ogni giorno, racconto le loro storie. E infatti la realtà sta venendo a galla, ci sono sottosegretari di Stato che fanno società con mafiosi e riciclatori". Il riferimento è all'inchiesta Hydra e ai presunti rapporti tra i clan e ambienti Fdi su cui la Procura di Milano ad oggi non ha trovato nulla. Meglio buttarla in caciara contro "un governo di fascisti e seguaci di Silvio Berlusconi che ha fatto leggi per controllare i pm".
Per il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini "Scarpinato lì è riconosciuto come chi ha dedicato la vita alla lotta alle mafie, qui è vittima di una campagna di fango indegna e sistematica portata avanti da Fratelli d'Italia e dai giornali di Angelucci", come il nostro quotidiano, perché a dire dei grillini "è una spina nel fianco, ha indicato le piste da seguire per fare emergere le verità indicibili dietro le stragi su mandanti e complici eccellenti, come la pista nera", sibila la senatrice M5s Barbara Floridia.
Che però non dice come si basi sulle millanterie di un ex mafioso di quart'ordine a cui nessuna Procura ha creduto, così come è giudiziariamente carta straccia l'inchiesta flop Sistemi criminali. A la guerre comme à la guerre, mascariando la verità, mentre i mafiosi (e i francesi) se la ridono.