Con Pedro Sánchez e contro gli Stati Uniti. Il duello tra il socialista spagnolo e la Casa Bianca guidata da Donald Trump innesca una ridda di reazioni a sinistra. E rispunta anche Beppe Grillo. Il fronte progressista, ormai a schema Schlein-Avs-M5s, si schiera sulla linea "pacifista" dell'inquilino della Moncloa, sebbene dalla Casa Bianca facciano sapere che Madrid si sia già accucciata e sia pronta a collaborare. Con conseguente secca smentita spagnola. Mentre i riformisti tacciono, è Elly Schlein (foto a destra) ad anticipare tutti, posizionando - ancora una volta - il partito saldamente a sinistra. La leader dem, con una mossa rapida, sente Sánchez, assicurandogli solidarietà. "La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha sentito il premier spagnolo Pedro Sánchez a cui ha manifestato la solidarietà sua e di tutto il partito per le inaccettabili minacce di Trump", è la nota del Nazareno, che si intesta la prima linea dell'anti-trumpismo.
E, per l'occasione, si allinea al campo largo perfino Beppe Grillo. L'ex garante del M5s pubblica sul suo Blog un riadattamento dell'intervento di ieri di Sánchez, sotto il titolo "Buon senso epico". Un'incursione nell'attualità, per certi versi a sorpresa, dato che il fondatore dei Cinque Stelle da mesi si stava tenendo alla larga dal dibattito politico. Un endorsement a tutto tondo per il socialista spagnolo da parte del comico, che sul Blog mette una foto di un volto in cui sono fuse la sua faccia con quella di Sánchez.
Segue Alleanza Verdi e Sinistra, con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. "Giorgia Meloni tiri fuori un po' di coraggio e un po' di dignità e faccia come il premier spagnolo Sánchez. Condanni il carattere illegale di questa aggressione unilaterale di Trump e Netanyahu e dica con chiarezza che non concederemo le basi militari in nessun caso", mette le mani avanti Fratoianni. "Il governo italiano esprima solidarietà alla Spagna per le inaccettabili minacce rivolte da Donald Trump", è il rilancio di Bonelli.
Nel campo largo l'eccezione più limpida è Matteo Renzi. "Io sono uno contro Trump - premette - ma se metti a paragone Trump e Khamenei, io non ho alcun dubbio che sto dalla parte di Trump". "Io non sono d'accordo su questa analisi di Sánchez che li mette sullo stesso piano", spiega il leader di Italia Viva. Mentre la minoranza dem tiene un profilo basso, le tre punte del centrosinistra a trazione Schlein sembrano avere individuato in Sánchez un nuovo modello di leadership. A Madrid, infatti, è insediato un governo con i socialisti del Psoe e la sinistra radicale di Sumar. "La Spagna ci sta mostrando che disallinearsi è possibile", dice l'europarlamentare Ilaria Salis.
A raccogliere la sfida del socialista spagnolo è il M5s, anche se - fino alla serata - non va all'attacco direttamente Giuseppe Conte. Vanno avanti i suoi. Per la delegazione pentastellata al Parlamento europeo Sánchez è "uno statista", mentre Meloni "è una cheerleader".
Il Movimento, in commissione Esteri alla Camera, chiede "una audizione urgente dell'Ambasciatore di Spagna in Italia, Miguel Fernandez-Palacios, al fine di approfondire e valutare le iniziative di Sánchez, in merito agli aspetti di tutela degli interessi e sicurezza nazionali ed europei". Per Luca Pirondini, capogruppo stellato al Senato, "Sánchez insegna a Meloni la differenza tra governare e obbedire". Mezzo campo largo sceglie la linea-Sánchez sul Medio Oriente.