Scintille al tavolo sul ddl Zan: "Distanze siderali"

Maggioranza divisa sull'approvazione del decreto contro l'omofobia. Da un lato, Lega e FI chiedono di integrare il testo di Ronzulli, dall'altro il Pd resta fermo sul ddl Zan

Scintille al tavolo sul ddl Zan: "Distanze siderali"

Posizioni distanti e accese discussioni intorno al tavolo di maggioranza sul ddl Zan. Secondo quando apprendono le agenzie da fonti parlamentari, infatti, dopo poco l'inizio della riunione, i toni si sarebbero subito accesi, con Lega e Forza Italia che vorrebbero un nuovo testo, mentre Partito democratico e Movimento 5 Stelle sarebbero per approvare il decreto così come è stato scritto. Sembra quindi allontanarsi la possibilità di un accordo di maggioranza sulla legge contro l'omofobia.

È iniziata poco prima delle 14:00, in Commissione giustizia di Palazzo Madama, la riunione di maggioranza per discutere il ddl Zan. Presenti, oltre al presidente di commissione e relatore del provvedimento, Andrea Ostellari, anche i capigruppo di Lega, Forza Italia, Pd, M5S, Leu e Iv. All'ordine del giorno c'è la possibilità di un accordo, che al momento sembra molto lontato, tra le varie forze di maggioranza circa una modifica del testo, già passato a Montecitorio. Ma le posizioni di centrodestra e centrosinistra sarebbero ancora molto distanti, stando a quanto emerge dalle prime indiscrezioni. Da un lato, ci sono i partiti che sostengono il decreto nel testo approvato alla Camera, mentre dall'altra prendono posto coloro che chiedono un nuovo testo base. Secondo quanto si apprende, alla richiesta di Ostellari di esprimere una preferenza tra il ddl Zan e il testo a prima firma Ronzulli, Lega e Forza Italia avrebbero ribadito la propria preferenza per il testo di Ronzulli, mentre Pd e M5S si sarebbero espressi a favore del ddl Zan. Servono delle modifiche, invece, per Italia Viva. La Lega (rappresentata dal capogruppo Massimiliano Romeo) avrebbe chiesto di ripartire unendo i due testi, mentre il capogruppo del Pd Simona Malpezzi avrebbe insistito per proseguire l'esame sul ddl Zan.

Nel corso della riunione è poi emersa la disponibilità a una trattativa: Italia Viva, infatti, avrebbe avanzato delle proposte emendative, sulle quali Lega e Forza Italia si sarebbero dette pronte a trattare, aprendo uno spiraglio ad una possibile intesa tra le forze di maggioranza. Ad insistere per l'accordo sembrano essere prorpio i renziani: fonti parlamentari hanno fatto notare che in assenza di un'intesa si rischia il "pantano parlamentare" e la mancata approvazione della legge contro l'omofobia. Ma, nonostante la disponibilità a trattare delle forze di centrodestra, il Partito democratico resterebbe fisso sulle proprie posizioni: "Le distanze restano siderali", viene riferito a Lapresse da alcune fonti parlamentari. Alla fine del tavolo, infatti, il capogruppo Pd, Franco Mirabelli, ha commentato ad AdnKronos: "Le distanze restano siderali, la mediazione continua ad apparire molto difficile e non c'è chiarezza sulla necessità di chiudere il provvedimento al più presto, cosa che abbiamo chiesto come priorità. E resta il legittimo sospetto che sia l'ennesimo tentativo di Ostellari e della Lega di perdere tempo...".

Il tavolo è terminato, alla fine, con un nulla di fatto ed è stato aggiornato al prossimo martedì: "Entro venerdì attendiamo da tutti i gruppi le proposte emendative, poi ci rivedremo martedì 6 alle 11 e cominceremo a parlare di un'ipotesi condivisa", ha chiuso il presidente della commissione Giustizia del Senato, Andrea Ostellari, precisando che "sono gli articoli 1, 4 e 7 quelli più toccati" dalle modifiche. "Si riparte dal testo base del ddl Zan- ha annunciato la capogruppo Leu al Senato, Loredana De Petris, specificando che martedì 6 -si vota il calendario e il 13 per noi si va in Aula".

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